Giannina Gaspari

Cara Voce Rosatese, mi congratulo innanzitutto per la classe con cui, a distanza di molti anni, ti sai ripresentare al tuo pubblico: hai una bella veste colorata e disinvolta, come si addice a una giovane del nostro tempo; ti muovi in verticale, consapevole che col Cielo avvengono i contatti più belli e più giusti; sai spaziare in orizzontale per incontrare volti, leggere storie, suscitare nuovi pensieri ed energie. Complimenti, allora!, e avanti con coraggio perché le pagine scritte, quelle che si possono toccare, sfiorare e sfogliare, sono ancora il legante più forte e sincero per la Comunità tutta.

Vorrei raccontarti una cosa che mi è capitata poco prima di Natale. Sei al corrente della situazione drammatica che affrontano i poveri immigrati africani, lusingati dalle sfavillanti sirene della nostra Europa. Lampedusa, ma anche altre località affacciate al Mediterraneo, registrano troppo spesso pagine dolorose di tragedie del mare, una bellezza dell’Italia che dovrebbe fornirci visioni d’incanto e invece ci angoscia con centinaia di morti riversati sulla spiaggia. Ti confesso che, come donna, ho pensato lungamente a Giusi Nicolini, l’intrepida “sindaco” di Lampedusa, fino a sentirmi uscire naturalmente dal cuore i versi che mi permetto di mandarti. Li ho dedicati proprio agli occhi di quella donna, che ho immaginato devastati dalle lacrime.

Ho deciso poi anche di inviarglieli, così…, da donna a donna…, da cuore a cuore.

Non me l’aspettavo, ma Giusi mi ha risposto dicendomi che la mia lettera era stata per lei il più bel regalo di Natale.

Vi assicuro che anche per me il più bel regalo di Natale è stato il suo.

da Giannina Gaspari per il sindaco di Lampedusa (Giusi Nicolini).