Campo invernale:diario di un animatore

di Marta Bonato e Marco Pinton

 

Sabato 27 dicembre 2014.

Finalmente sono arrivato a Bosco di Tretto, Villaggio San Gaetano, assieme agli altri animatori, e come previsto dal colonnello Giuliacci qualche fiocco di neve comincia già a scendere. Ed eccoli, da lontano, con le loro valigie, le loro borse, i loro “armadi con le ruote”, che cercano di arrivare il più presto possibile alla casa, dove noi li stiamo aspettando per cominciare il Campo Invernale Vicariale. Gli ultimi  frettolosi saluti ai genitori e poi il comando passa a noi. Dopo la sistemazione nelle camerate è tempo di radunarsi in salone, di conoscersi, di dividersi in gruppi, di fare attività… sì, ma fuori la neve continua a scendere alla grande, e non si può guardarla solo attraverso le finestre. Così dopo un breve briefing tra noi animatori si vota per una bella battaglia a palle di neve: non c’è modo migliore per fare subito gruppo, e magari tirare anche la neve in faccia a chi ha già…provocato.

Domenica 28 dicembre 2014.

Sento un suono in sottofondo, sarà la musica dell’acqua gym mischiata alla voce dell’animatore turistico che invita i villeggianti al risveglio muscolare…wow, sono veramente in vacanza…”ZE ORA DE SVEJARSE!!!” Ancora assonnato guardo l’orologio, sono le 8 del mattino! Mi guardo intorno e dai letti a castello noto che non sono in vacanza, ma in campeggio! E ad urlare non è qualche muscoloso personal trainer, ma è proprio il capocampo!! Ok. Mi vesto in tutta fretta e comincio anche io a svegliare i ragazzi tra un “saluto al sole” (apertura brusca delle tapparelle) e uno “sbrandamento”.

Come ogni domenica non ci facciamo mancare la messa presieduta da Don Alex (scusate vado un attimo a fare la comunione…) e nemmeno un ricco banchetto. Ma dopo il calorico pranzo è tempo di smaltire, così stiamo andando a fare una passeggiata nel sentiero che porta al Summano. Dato che la strada è piena di neve ancora intatta, ogni occasione è buona per improvvisare un bombardamento (ahi!!… sono stato colpito anche io) e anche oggi torniamo a casa bianchi dalla punta dei piedi fino alla punta dei capelli. Doccia, minestrina calda, film e nanna…si, beh, non è così immediato cadere nelle braccia di Morfeo… le chiacchiere notturne sono sempre abbondanti.

Lunedì 29 dicembre 2014.

Assonnati ma presenti, siamo arrivati alla terza giornata di campeggio.

Oltrepassata la metà di questa avventura, si comincia a delineare il tema di fondo… grazie alle attività della giornata stiamo notando come ognuno di noi ha delle passioni e dei modi di fare che lo caratterizzano, che lo rendono unico, e che allo stesso tempo lo diversificano dagli altri.

Questo non è però un aspetto negativo, anzi, così ognuno può mettere del suo per dare vita a qualcosa di nuovo.

E’ quello che stiamo facendo anche noi in questo campeggio… proveniamo da parrocchie diverse, da realtà

diverse e abbiamo abitudini diverse, ma (non senza alcune difficoltà, lo ammetto) stiamo cercando di far tesoro delle diversità degli altri.

E’ come se ognuno stesse ricevendo qualcosa di nuovo, e così alla fine ritorneremo a casa sicuramente più ricchi.

Martedì 30 dicembre 2014.

L’ultimo giorno è arrivato, e, si sa, è dedicato alle pulizie generali, alla preparazione dei bagagli, ma anche a scrivere dediche tra un libretto e l’altro, e a tirare le somme di questi 4 giorni passati insieme.

Ed eccoci qui, in autobus direzione Rosà, l’ultimo viaggio prima di ritornare alla solita routine: c’è chi ancora fa

casino, chi vorrebbe ma è senza voce, chi è stanco dalla notti brave e crolla prendendo sonno. Ma siamo già a Rosà?! Ecco che tra un “Passami quella borsa!”, “Ciao mamma…sì tutto bene!”, “È fatta anche questa!” si comincia ad abbracciare gli amici, a salutare gli animatori, don Alex, i cuochi… e non è un caso se anche ai più spavaldi scappa qualche lacrimuccia. Già perché ci si rende conto che è arrivata la fine di un’esperienza unica, che sicuramente ci ha lasciato qualcosa che porteremo sempre con noi, che ci aiuterà a crescere. Sì, perché il campeggio non è una semplice vacanza relax, ma è un’esperienza di vita, che ogni volta ti sa regalare un “souvenir” diverso di questo breve tempo passato con persone che si sanno mettere in gioco!

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