Radio #parolaigiovani: insieme per dare voce ai Giovani!

REALTÀ PARROCCHIALI di Antonio Bonamin ed Emanuele Guidolin   Fondiamo una WebRadio! Questo l’invito lanciato ai giovani di Rosà e non solo.  L’iniziativa dell’associazione Amici del Villaggio, che ha aderito ad un bando Europeo, ha coinvolto altre tre associazioni presenti nel territorio Rosatese e Bassanese. Promotori e collaboratori del progetto sono Amici del Villaggio, associazione per i diritti dell’infanzia, Circolo Noi, che anima la vita dell’Oratorio don Bosco, Cooperativa Yumè – Sogni Controvento Bassano, che offre servizi professionali a favore di minori e famiglie con difficoltà educative e relazionali e di persone in situazione di svantaggio, e Bassano Generation, radio già presente nel bassanese che trasmette su Radio Cooperativa. Ognuno, con le s ue peculiarità, aiuta e sostiene tutte le attività di ANG in Radio #parolaigiovani VENETO, chi con la parte tecnica, chi per la parte organizzativa, chi nell’aiutare a trovare nuovi spunti per le puntate. Cos’è una Web radio? È simile ad una radio normale, ma invece di trasmettere in diretta, crea delle registrazioni audio di breve durata, chiamati “Podcast”, ascoltabili da computer o telefonino. Il progetto #parolaigiovani VENETO è realizzato grazie ai fondi messi a disposizione da Agenzia Nazionale per i Giovani con il bando per la realizzazione del network delle radio digitali di “Ang Inradio”. Agenzia Nazionale per i Giovani è l’istituzione governativa delegata dalla Commissione europea che si occupa della gestione del capitolo Gioventù del programma Europeo Erasmus+, Corpo Europeo di Solidarietà e altre iniziative rivolte alle nuove generazioni in Italia. Il direttore e lo staff nazionale sono già passati ad inaugurare la nostra sede e le  altre 2  sedi venete, e stanno facendo il giro di tutte le altre sedi italiane. I progetti ANG inRadio sono infatti 44, in tutta italia! Ang Inradio #parolaigiovani VENETO è un programma che vuole dare voce ai giovani del territorio. Infatti ogni podcast (o puntata) toccherà diversi argomenti di attualità come ambiente, arte, economia, politica, società, dando sempre tanto spazio alla musica e cercando di privilegiare le manifestazioni e le band del territorio. Un’attenzione speciale è riservata inoltre ai programmi Erasmus Plus e Corpo Europeo di Solidarietà, attraverso la raccolta di testimonianze, impressioni, emozioni e ricordi di coloro che hanno vissuto questa esperienza. Le opinioni dei nostri giovani, le interviste, gli ospiti e gli eventi saranno registrati dentro e fuori dallo studio in Oratorio e non solo nel nostro territorio. Vi stiamo già aspettando online, non abbiate paura...
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Parola ai ragazzi: cosa significa il campeggio

dai ragazzi AC I nostri animatori ci hanno chiesto che cosa significa fare un campeggio…beh, partecipare ad un campeggio vuol dire tante cose: innanzitutto rafforzare il gruppo ACR creato durante l’anno, stare insieme agli amici dormendo fuori casa, essere in qualche modo “liberi”, senza genitori e senza cellulari per un’intera settimana ed essere autonomi svolgendo delle mansioni per aiutarci a vivere in un ambiente pulito durante l’intero periodo. Partecipare ad un campo però significa anche essere svegliati dalle pentole o dai petardi e fare ginnastica di prima mattina per risvegliare i muscoli! Noi ragazzi delle medie questa esperienza l’abbiamo vissuta in tenda. Che dire, un’avventura emozionante, fredda e talvolta difficile: era necessario organizzarsi bene con gli orari, i bagni erano pochi e noi eravamo più di 50! Ma nonostante ciò è stata un’esperienza indimenticabile e difficilmente replicabile! Che cosa ci ha lasciato questo campo? Sicuramente un sacco di avventure da raccontare ad amici e genitori. I primi giorni di ritorno dal campo capita di essere tristi, perché è finita un’avventura coinvolgente, azzardiamo “fantastica”, durante la quale abbiamo coltivato importanti amicizie; inoltre possiamo dire che si tratta di un’esperienza educativa, in quanto si ha modo di riflettere su varie tematiche grazie alle numerose attività e ai giochi svolti durante le giornate....
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Parola agli animatori: cosa significa essere educatore AC

dagli educatori AC     Ci hanno chiesto di raccontare qualcosa di noi e di quello che facciamo nel nostro essere animatori… che dire? Partiamo dalle esperienze estive… i tre campeggi a Val Malene di quest’estate sono stati delle esperienze ricche di emozioni; come animatori ci siamo dilettati nella caccia alle rane e abbiamo difeso a spada tratta i nostri animati dall’assalto dei ghiri. Essere animatore però non si limita solo alla settimana del campeggio: vediamo crescere e maturare i ragazzi di anno in anno, inoltre ci piace pensare che ogni domenica si portino a casa qualcosa di utile per le loro vite. Il nostro ruolo molto spesso viene sottovalutato, ma dietro al gioco della domenica, l’organizzazione delle feste e dei campeggi, si nasconde una preparazione non banale. Per fortuna tutti i nostri sforzi sono ripagati dalla gioia e dall’affetto che ci trasmettono i bambini e i ragazzi, in ogni occasione. In fondo, ricordiamoci che il nostro obiettivo di animatore AC è quello di condividere, attraverso le attività, i valori che accompagneranno i ragazzi nel corso della loro vita...
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ACEC: 70 anni di cultura delle relazioni

di Irene Minuzzo Domenica 7 aprile in 38 sale cinematografiche parrocchiali di Veneto e Trentino è tornata in contemporanea la magia di Mary Poppins, il primo indimenticato film Disney del 1964 in versione recentemente restaurata. L’iniziativa è stata sponsorizzata e coordinata dall’Associazione Cattolica Esercenti Cinema (ACEC) del Triveneto, di cui fa parte anche il nostro Teatro Montegrappa. ACEC quest’anno compie 70 anni e ha deciso di festeggiare con un open day (ingresso gratuito per tutti) delle Sale della Comunità questo importante traguardo associativo. “Acec – spiega don Alessio Graziani, presidente della sezione triveneta dell’associazione e vicepresidente nazionale – nacque a Roma nel 1949 come associazione di categoria dei cinema parrocchiali diffusi in tutto il territorio nazionale. Oggi queste sale, che abbiamo ribattezzato Sale della Comunità, sono ancora più di 500 in Italia, di cui un’ottantina nel Triveneto. Si tratta di veri e propri centri culturali, gestiti da centinaia di volontari generosi e preparati, che animano culturalmente il territorio con proposte non solo cinematografiche di qualità, ma anche proponendo rassegne teatrali, concerti, conferenze e presentazione di libri. Nel pomeriggio di domenica 7 aprile, 38 di queste sale (nelle province di Padova, Verona, Vicenza, Treviso e Trento) hanno aperto gratuitamente le porte per un momento di festa costruito attorno alla visione di un classico Disney che ha fatto sognare generazioni di bambini e di famiglie e che ancora oggi ci fa sperimentare la gioia di stare insieme. Questa infatti è la mission delle sale parrocchiali: costruire comunità, relazioni buone, attorno a tutto ciò che è bello e fa crescere la nostra umanità”. In ognuna delle 38 sale che hanno aderito all’iniziativa, i volontari che le gestiscono e le animano si sono sbizzarriti per coinvolgere la propria comunità nei festeggiamenti (con travestimenti, allestimenti della sala a tema…). In particolare il Teatro Montegrappa ha voluto far squadra con il gruppo ACR che ha riunito una cinquantina di bambini e ragazzi in una avventurosa caccia al tesoro all’interno delle mura del cinema stesso. Sempre questi bambini hanno poi avuto l’opportunità di visitare la struttura accompagnati dai tecnici che hanno svelato loro i segreti del cinema digitale (con una romantica digressione al funzionamento del proiettore a pellicola) e del sistema di comando audio-luci per concerti e spettacoli teatrali. I festeggiamenti poi si sono conclusi appunto con la visione condivisa e partecipata del famoso film Disney.   Insomma, cinema non è solo film, ma rito sociale ed...
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