Era il primo mercoledì di maggio 1884

DALL’ARCHIVIO di fra’ Matio

 

     La nascita della festa del primo mercoledì di maggio risale a 135 anni fa. Scorro l’archivio di “Voce Rosatese” e riscontro come “Fra Matio”, così si faceva chiamare lo storico di un tempo Giacomino Alessi, si esprime.””Ci sono in archivio parrocchiale le notizie di cronaca del tempo. Un articolo di giornale da “Il Berico” del 17 maggio 1884 e nel registro dei morti il ripetersi di una stessa frase: “…e fu sepolto nel cimitero comunale di questa parrocchia, senza accompagnamento, perchè morto di difterite”. E fra questi il caso pietoso, in una sola famiglia la morte di una madre di 38 anni e di due figli di 15 e 18 anni nel giro di soli sedici giorni. Girolimetto Maria 13 aprile 1884 – Chiminello Elisabetta 26 aprile e Antonia 29 aprile.””

A tale periodo risale anche l’esecuzione della statua della Vergine, che annualmente è portata in processione.

““Trarra da un tronco d’albero di legno tenero, sagomata così alla buona, fa pensare che quel modesto artigiano rosatese non avesse a disposizione nient’altro all’infuori dell’ascia e dello scalpello…

La nostra curiosità ci spingerebbe a frugare palmo a palmo dove è possibile conoscere la storia della nostra Madonna, che purtroppo non è scritta, ma solo possiamo scoprire ammirando la sua immagine.

Le membra del Bimbo sono un pò sproporzionate rispetto alla testina. Si nota però una fattura molto più accurata di quella della Madre. L’atteggiamento è di attenzione più che di riposo; tiene sulla mano sinistra il mondo…

I riccioli sono capelli naturali. Il Bimbo si può togliere dal braccio della Madonna (è un pezzo a sè) e Lei par che ti dica: si, tenetelo pure, stringetevelo al cuore, Egli è mio ma è per Voi. Il volto di Maria sorride.

Anche i suoi capelli sono naturali. A quei tempi c’era sempre qualche giovane che donava le proprie trecce alla Vergine.

Forse un vero artista ci avrebbe dato una Madonna più bella ma non una

Madonna “popolana rosatese”, come ci è caro chiamarla.””