Fedi in gioco

di Silvano Bordignon

 

Tre proposte cinematografiche sono state offerte dall’Acec, Associazione

cattolica esercenti cinema, al Teatro Montegrappa di Rosà con un titolo stimolante: FEDI IN GIOCO. I tre  film sono stati proiettati  in tre venerdì, il 29 aprile, il 6 ed  il 13 maggio, con tematiche legate  rispettivamente al mondo cattolico, a quello ebraico ed a quello islamico, le tre grandi religioni monoteistiche.

L’ACEC ogni anno coinvolge alcune sale del Veneto , che ritiene particolarmente vivaci ed affidabili, con un ciclo di film a tema su argomenti etici, sociali, religiosi.

Quest’anno, recependo anche l’invito di Papa Francesco nell’anno della misericorda per un atteggiamento aperto e comprensivo verso le altre religioni, ha organizzato un “Religion today filmfestival in tour”, chiedendo la collaborazione nel comprensorio bassanese del Teatro Montegrappa di Rosà.

foto1Il primo film, quello proiettato in sala Cinema Teatro Montegrappa il 29 aprile, intitolato “Marie Heurtin, dal buio alla luce”, è stato realizzato in Francia da Jean Pierre Amerus e narra  la storia vera di una bambina sorda e cieca  che viene salvata dal suo stato semiselvaggio e di solitudine, dalla sensibilità e dalla tenerezza di una giovane suora.

È un film poesia, molto commovente, che ha destato forti emozioni. In sala la sera del 29 aprile  qualcuno ha visto anche qualche lacrima. Il secondo film, “Magic Men”, di Guy Nattiv ed Erez Tadmorè, è una produzione ebraica del 2014, recitato in ebraico, sottotitolato.

È la vicenda di un anziano uomo greco e del figlio rapper Hassidic che si imbarcano in un viaggio con incontri un pò fuori del normale, che alla fine li porta ad un confronto finale tra padre e figlio.

Nella prospettiva dell’Acec, mentre il primo film aveva protagonisti cattolici, le suore di un convento, qui gli attori sono e recitano in ebraico. La novità di questa seconda proposta è stata la sua proiezione nella sala della sede del Quartiere Cà Minotto in contrada Carlessi.

L’idea di portare un film fuori dal Montegrappa e proiettarlo in un quartiere costituisce un esperimento nuovo, interessante, nella prospettiva di un utilizzo più ampio ed articolato della sede del quartiere. Un esperimento che potrebbe essere ripetuto anche in altri quartieri, con altre proiezioni. Il terzo film, “Gold and Copper”, cioè Oro e Rame, è stato girato in Iran dal regista Homayoun Assadian. Ha ottenuto il Gran Premio “Nello spirito della fede” ed il premio World Catholic Association for Communication. Il film presenta una riflessione su come i problemi della vita quotidiana possano essere intesi come una chiave per un percorso di fede, alimentato dall’amore per l’altro.

Narra la storia tutta iraniana di un giovane studente di teologia  islamico la cui moglie si ammala gravemente di sclerosi multipla. C’è un dramma  universale  della sofferenza in famiglia, dell’amore, del dolore da riconciliare con la propria fede religiosa. Temi che vivono tutti gli uomini di tutte le religioni.

Un film che va oltre la concezione di un islam legato alla saharia, all’Isis, all’integralismo. Un Islam di pace. ll progamma prevedeva un breve dibattito tra un docente cattolico ed un esperto di islam dell’Associazione culturale Islamica “La Pace” di Bassano.

Questo film è stato programmato nel Giardino delle Rose, dietro Palazzo Casale, all’interno della manifestazione “Primavera a colori”.

Questa festa, nata una decina di anni fa a Cusinati è ora organizzata da qualche anno a Rosà centro da diverse assocazioni con l’obiettivo di coinvolgere tutti i bambini rosatesi, di qualsiasi condizione, per un futuro rosatese che abbia la freschezza della primavera giovanile e la molteplicità di colori delle presenze culturali.

Il film di pace sull’islam è parso adatto ad essere inserito in questa manifestazione.

Tre proposte cinematografiche quindi, una con ambientazione cattolica, una con ambientazione ebraica, una islamica, nell’ottica del dialogo tra religioni. Il ciclo è stato proposto in diverse parti d’Italia.

Nel bassanese, come è stato ricordato, l’Acec ha scelto solo il Teatro Montegrappa e Rosà. Un riconoscimento importante, che  è stato vissuto con un certo orgoglio dai tanti volontari  e dal direttivo del Teatro Montegrappa, perchè testimonia quanto il  teatro roatese ed il suo Circolo siano apprezzati dall’Ente che riunisce tutte le sale cinematografiche cattoliche venete e  vicentine.

locandina FEDI IN GIOCO LIl contenuto etico religioso del ciclo dei film risponde poi anche ad una delle mission del Teatro Montegrappa, il quale, anche se al pari delle scuole materne ha una sua gestione autonoma, con un direttivo eletto metà dai soci e metà dal consiglio pastorale,appartiene alla comunità cattolica parrocchiale e si inserisce nella  grande mission culturale e di dialogo etico religioso della stessa.