Finalmente la piazza di Cusinati ha un nome

di  Claudio Pegoraro

 

Il piazzale di Cusinati, anzi la porzione compresa tra la chiesa, la canonica, l’anfiteatro ed il monumento ai caduti, non è più anonimo: la stessa sarà intitolata a DON ANTONIO CAROLO, parroco della parrocchia N.S. Immacolata di Lourdes dal 1961 al 1977.

Dopo alcune proposte che avevano suscitato perplessità nella comunità di Cusinati, la scelta definitiva è stata fatta nell’assemblea pubblica di LUNEDÌ 30 OTTOBRE 2017 presso il centro parrocchiale. Sono stati infatti ricordati tutti i parroci defunti del ‘900 e, dopo un breve dibattito, la maggioranza dei presenti si è espressa per l’intitolazione della piazza di Cusinati a DON ANTONIO CAROLO.

Nativo di Carmignano di Brenta (PD), proveniente dalla parrocchia di Tretto, arrivò a Cusinati il 3 settembre 1961, accolto con grande entusiasmo, soprattutto per la sua apertura verso i giovani. Sacerdote dal carattere socievole e gioviale, soprattutto con i bambini che ogni tanto con la sua fiat 600 portava a fare delle escursioni in montagna. Sapeva rapportarsi con tutti senza distinzione e prestava particolare attenzione ai più bisognosi, che aiutava generosamente e con discrezione, privandosi anche del necessario. Dedicava molto tempo alla preghiera ed alla meditazione, soprattutto prima di assumere importanti decisioni per il bene della comunità. Erano gli anni della ripresa economica, di quello che gli storici chiamano “il boom economico”, “il miracolo italiano”. In questo clima di serenità e benessere, don Antonio Carolo, facendo propri i desideri dei suoi predecessori, con il coinvolgimento, non solo finanziario, di tutta la comunità, ben presto li realizzò.

  • 1962: si prese subito a cuore il buon funzionamento della scuola materna, portando a termine il pagamento e promuovendo la nascita del comitato di gestione, per coinvolgere maggiormente anche i genitori. • 1964: completamento del primo stralcio del cimitero, per dare una degna dimora a coloro che erano giunti al termine del loro pellegrinaggio terreno.
  • 1964: acquistò il terreno per il primo campo sportivo di Cusinati, per venire incontro alle esigenze degli sportivi e non solo ed anche come sede di manifestazioni non sportive • 1968: monumento ai caduti, in collaborazione con le associazioni combattenti, alpini e reduci, a perenne memoria che anche Cusinati ha dato il proprio contributo di sangue e come monito alle future generazioni che nessuna guerra è giusta e giustificabile e che di grande ha solo il numero delle vittime per lo più innocenti.
  • 1971: perché nessuno si sentisse escluso, fece costruire un campo da volley e basket a disposizione soprattutto delle ragazze.
  • 1975: centro parrocchiale, per dare una sede consona alle associazioni esistenti ed alle attività dei vari gruppi parrocchiali, dal catechismo, all’animazione giovanile, all’azione cattolica.

Molti interventi furono fatti nella chiesa parrocchiale:

– Dal 1972 il sistema campanario è comandato elettronicamente, il che ha comportato la cessazione dell’attività manuale di governo delle campane, ma gran parte dell’ultima generazione di campanari racconta ancora con passione la loro esperienza.

– Nello stesso anno vennero sostituite le vecchie capriate in legno della navata e rimpiazzate con capriate in ferro, mettendo l’edificio in sicurezza, ed erette le due guglie a completamento decorativo del campanile e della facciata.

– Nel 1974 venne completamente ritinteggiato l’interno e, come ulteriore abbellimento, la posa del rivestimento in preziosi marmi policromi.

– Nel 1975 vennero riparate le vetrate esistenti e completate le mancanti con il ciclo dei misteri del rosario, ad eccezione di quelle della facciata, che insieme agli affreschi dell’abside furono realizzati con la reggenza di don Piero Segafredo.

– Prima di andarsene ha provveduto anche all’ installazione del riscaldamento, tuttora funzionante, per rendere più confortevole la partecipazione alle liturgie durante i freddi inverni. Nonostante queste numerose ed importanti opere, alla sua partenza i conti furono trovati in ordine, grazie anche al generoso contributo di tutta la comunità.

Parroco per sedici anni e figura ancora oggi molto apprezzata e stimata dalla comunità di Cusinati, che riconoscente vuole rendergli omaggio. Al termine del suo ministero non assunse altri incarichi e si ritirò a vita privata, fino al compimento dei suoi giorni (2008), ma non per questo si sottraeva dall’ offrire disinteressatamente il proprio ministero alle parrocchie vicine nei momenti di bisogno. Secondo suo esplicito desiderio riposa nel cimitero di Camazzole, in una semplice e povera tomba, come lo era stata la sua vita, avendo anteposto i bisogni del prossimo ai propri. Manca solo la cerimonia dell’ufficialità e, con la rimozione del drappo, sarà completato il percorso, anche se la soluzione adottata lascia un po’ di amaro in bocca, in quanto la comunità avrebbe auspicato l’intitolazione a don Antonio Carolo dell’intero piazzale e le rassicurazioni erano state in tal senso. Mi è stato spiegato che non è stato possibile fare altrimenti per questioni burocratiche e di opportunità. Questo è lo stato dell’arte attuale, è un’istantanea dell’imminente primavera, ma non abbiamo la sfera di cristallo per prevedere possibili sviluppi o ripensamenti. Verosimilmente la cerimonia ufficiale dovrebbe svolgersi nel tardo autunno, allorché saranno trascorsi i dieci anni dalla morte di don Carolo (08/10/2008) e concluso l’iter burocratico presso gli organismi competenti, ma il condizionale è d’obbligo.

 

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