Groenlandia 2015

Drinn, drin,: “ciao vecio come stai?”

R: “tutto bene, stiamo riprendendo le norma
li attività”

Giovanni: “ok … senti cosa fai dall’8 al 22 agosto?”

R: “niente di particolare, ma … dove dovrei andare?”

IMG_1670Queste sono le premesse del mio primo viaggio in Groenlandia. Faccio il geologo e con il mio collega Giovanni lavoriamo per garantire la sicurezza nel caso di interventi sul suolo e sottosuolo (costruzioni, etc..). Oltre a questo mi diverto anche, come Guida Ambientale, a far
conoscere le meraviglie geologiche e naturalistiche del nostro piccolo ma fantastico Paese.

Giovanni invece è anche socio della Kailas srl che organizza viaggi a con tematiche geologico – naturalistiche in varie parti del mondo oltre che in Italia.

Le premesse comunque erano queste, ora si trattava di comunicarlo ai miei familiari, ma … per questo ci ha pensato sempre Giovanni telefonando anzi tempo a mia moglie avvisandola che non sarei stato a casa per le due settimane centrali di agosto.

Oramai il sasso è stato lanciato e si trattava di capire come non farci del male: quindi sono partito per il recupero delle informazioni riguardo al clima, agli aspetti generali e ho cominciato a documentarmi sulla geologia, considerando che avrei dovuto spiegare qualcosa e se è sempre pur vero che i sassi sono sempre sassi ma, da geologo, ci sono sassi e sassi…

Il turismo geologico (o geoturismo) è una sorta di passeggiata cercando di guardare quello che c’è “sotto” e compitoIMG_1677a di noi Guide è cercare di far capire e di spiegare che cosa era prima e perché è diventato così.

Si parte quindi per la Groenlandia: la sua estensione è, da Nord a Sud, di 3000 chilometri, ed è compresa tra il 60°N e il 84°N (è a tutti gli effetti una grande isola). Sorvolandola ad alte quote ci appare come una distesa bianca pressoché pianeggiante, un altipiano di ghiaccio e neve la cui quota nelle aree mediane del continente è di 3.300 metri sul livello del mare.

Volando a bassa quota si può invece notare come il perimetro di questo continente sia costellato da montagne imponenti e da lembi di terra e roccia che rimangono sgombre dai ghiacci. La cima più alta è il Mt. Watkins alto 3.700 metri. Le cime più aspre e selvagge, con forme piramidali e strette vallate, si trovano nella regione sudorientale (Groenlandia dell’Est) e sono separate da lunghe lingue di ghiaccio che discendono da 1000 metri fino al livello del mare. Le parti più periferiche del ghiaccio si sono parzialmente ritirate lasciando profondi fiordi e lunghe vallate. Soprattutto nella regione meridionale questi lembi di terra sono particolarmente estesi e le coste frastagliate si confondono con un’infinità di isole. Nella Groenlandia meridionale le montagne sono arrotondate e levigate dall’azione erosiva dei ghiacci e le vallate sono ampie.

IMG_1715La superficie del ghiacciaio continentale groenlandese, detto Inlandsis è di 1.726.000 kmq, per un volume globale di ghiaccio di 2.000.000 di km3. Per quantificare un po’ meglio questi numeri possiamo dire che questo volume di ghiaccio corrisponde circa al 10% di tutta l’acqua dolce presente sul nostro pianeta (dove il 2% è rappresentato da tutti i fiumi, i laghi e gli altri ghiacciai e i’88% circa è rappresentato dai ghiacci dell’Antartide). L’età del ghiaccio nelle aree più profonde è stimato tra 3 e 5 milioni di anni, a seconda delle aree e degli spessori differenti. Il prelievo di campioni di ghiaccio tramite carotaggi nella calotta, ha permesso di effettuare, tra le altre cose, lo studio dei climi del nostro pianeta fino a 250.000 anni fa.

In un territorio così vasto vive una popolazione di circa 56.000 abitanti, di cui 30.000 vivono nella capitale Nuuk, e nella seconda città Sisimiut, entrambe situate nella costa Ovest. La rimanente popolazione è distribuita in 120 villaggi e cittadine minori tutti dislocati lungo la costa. Nell’area meridionale i più importanti nuclei urbani sono Narsaq, Quaquortoq e Nanortaliq che contano una popolazione tra 2.500 e 5.000 abitanti. A Est la città più importante è Tassilaq, 2000 abitanti, mentre nel nordovest ci sono vari centri che crescono con il crescere del turismo come Ilullisat che oggi conta circa 4.000 abitanti. Ma la maggior parte dei villaggi, soprattutto quelli fondati sulla caccia e sulla pesca contano qualche centinaio di abitanti e in alcuni casi poche famiglie.

A Reikiavik, punto di raccolta del Gruppo di turisti e delle varie vettovaglie ci troviamo il giorno prima. Ho solo modo di conoscere velocemente i miei ospiti, ma il Gruppo è molto eterogeneo e le professioni sono le più disparate.

IMG_1734La nostra avventura comincia all’aeroporto di Kulusuk, dove un aereo (80 posti) ci lascia su una pista di atterraggio di sabbia e una sala d’aspetto che assomiglia molto alla base di partenza di Spazio 1999 (per chi si ricorda quella con il capitano XXXX …). Dopo circa 15 minuti, il mio collega non si vede ancora, mentre da lontano vediamo i vari fiordi e una quantità incredibile di iceberg. Alla fina Stefano (il capo Guida) arriva a piedi e ci spiega che ha avuto un contrattempo con il personale locale (poi ci spiegherà alcuni aspetti della loro vita quotidiana) e che avremmo dovuto incamminarci per raggiungere le barche in attesa al porto.

Arrivati al porto facciamo conoscenza con i nostri “autisti” e dopo aver messo i giubbotti e caricato le valigie cominciamo il nostro viaggio. La nostra avventura continua. In questi posti l’unico modo di muoversi d’estate è a piedi (dove è possibile) oppure con le barche o l’elicottero, mentre d’inverno ci sono i cani da slitta. Le distanze sono incredibili e si amplificano soprattutto in inverno, quando le 2 ore di barca a motore d’estate diventano 8-10 ore con i cani da slitta.

 

 

Partiamo quindi per visitare la regione di Ammassalik. Per oltre 90 minuti facciamo slalom tra iceberg di tutte le forme e dimensioni, rallentando e accelerando in base alle quantità presente nel fiordo, facendo a gara (siamo su due barche, 14 persone più i rispettivi bagagli) e fermandoci dove questi monoliti di ghiaccio assumono le fisionomie più incredibili.

Arriviamo al nostro primo campo, scarichiamo tutti i bagagli, vettovaglie, tende e attrezzi per la cucina e salutiamo i nostri simpatici “autisti”.

Ed è panico. Un vuoto, una sensazione di essere piccoli di fronte alle singolarità naturali che per una decina di minuti mi lascia perplesso. Sono abituato agli spazi aperti, ai paesaggi di alta quota e ai posti solitari, ma una sensazione del genere è stata una nuova esperienza per me.

IMG_1451 cIn questo tipo di viaggio il campo base si sposta ogni 2 / 3 giorni in base alla tipologia di passeggiata e di cose che è importante mostrare e spiegare. In questo viaggio abbiamo fatto 3 campi di un paio di giorni ciascuno con una piccola variante. A metà percorso siamo rimasti bloccati un giorno perché i fiordi erano occupati dagli iceberg e le barche non riuscivano a passare. Fortunatamente questa sosta è coincisa con il punto tappa vicino al paese di Tiniteqilaq. Questo ci ha permesso di approfittare della loro cordialità anche se nel contempo abbiamo osservato l’effetto disastroso della civilizzazione.

Il villaggio di Tiniteqilaq è uno di questi centri dove le famiglie sopravvivono ancora oggi grazie alla caccia e alla pesca (il 70% delle famiglie vive in questo modo). A Tinit, così è possibile abbreviare questo nome dalla pronuncia assai lontana dalla scrittura (tidridat), vivono circa 20 famiglie e le loro piccole abitazioni si affacciano sul magnifico fiordo di Sermilik con panorami verso l’inlandsis e verso imponenti montagne.

L’aspetto negativo della civilizzazione è stato l’arrivo dei prodotti alcoolici, in particolare della birra. Questo popolo, da sempre è riuscito a far fronte alle avversità cercando di sopravvivere ad un clima rigido per l’uomo, imparando a vivere come facevano (e fanno) gli animali. Fino agli inizi del secolo scorso, infatti, vivevano ancora scavando la casa letteralmente sotto terra. Con l’arrivo dell’uomo moderno sono riusciti a vivere in modo “normale” con case in legno e dipinte con colori vivaci, ma purtroppo l’effetto della birra si è dimostrato in tutta la sua negatività.

Non è raro infatti il fine settimana incontrare interi gruppi di Inuit completamente ubriachi già in tarda mattinata: infatti nel loro organismo non è presente un enzima capace di assorbire gli effetti dell’alcool e in questo modo bastano pochi sorsi perché questa sostanza colpisca e lasci il segno. Sono parecchie generazioni che questi effetti sono stati scoperti, ma il Governo Danese (fino a pochi nani fa era un protettorato della Danimarca) paga loro un sussidio mensile che puntualmente viene speso in bevande alcoliche.

Alcune letture sono consigliate per chi vuole intraprendere un viaggio del genere. Uno fra tutti è lo scrittore Robert Perroni. Un altoatesino che oltre 30 anni fa è rimasto stregato da questi luoghi e li si è stabilito costruendo dal nulla un’attività, centrata sul turismo, che cerca di dare lavoro alle popolazioni locali. Ma molto spesso si è trovato in difficoltà perché di fronte all’alcool anche i più tenaci non sanno resistere.

groenlandia

Cosa ci sarà nel futuro di questo popolo: dipende da molti fattori, uno fra tutti le concessioni di esplorazione e sfruttamento delle enormi risorse nascoste sotto i ghiacci e sotto la superficie di questa enorme isola.

All’inizio del Proterozoico (era geologica da 2.500 milioni di anni fa a 600 milioni) le fratture della crosta terrestre permettevano la risalita di magmi che dovevano essere assai più ricchi di elementi pesanti come oro, platino, argento, uranio, rame, piombo, ferro e cromo rispetto ai magmi attuali. Inoltre il processo di risalita dei magmi da aree particolari del mantello era più frequente e più veloce, e quindi la formazione di pietre preziose come i diamanti era senz’altro più frequente. Sono infatti rocce antichissime con un potenziale nascosto molto allettante per multinazionali senza scrupoli.

La Groenlandia ha ottenuto 3 anni fa l’indipendenza dalla Danimarca alla quale ancora regola l’aspetto del commercio estero. Unica speranza per questo popolo è una loro rivincita prima di tutto sull’alcool e successivamente sul loro territorio.