I Campanari

di un aspirante campanaro

 

Anche l’08 Dicembre scorso è stato possibile salire sul Campanile di Rosà.

A quanti hanno avuto (gambe e) coraggio di salire gli oltre 200 (sì, sì, oltre duecento!) scalini è stato possibile non solo godere del panorama ma vedere da vicino le Nostre Campane.

Chi ha qualche anno in più ricorderà che Voce Rosatese ne parlò in più occasioni, mettendoci anche le foto di quando furono innalzate quelle oggi presenti.

Sono ben sei e la più grande è proprio quel “Toni” (fai asterisco//nota sul peso e sul nome delle altre…) che accompagna tutti i mezzodì e ogni domenica In verità, tutte meritano il Nostro affetto ed elogio.

Io per primo ignoravo che Rosà, cosa di cui andare veramente orgogliosi, possiede il concerto a 6 campane più grande (per grossezza, peso e tonalità in La2) di tutta l’intera provincia di Vicenza.

Solo nel Duomo di Verona c’è un concerto in La2  più grosso del nostro e, quindi, siamo secondi in tutti il Veneto! Già mosse da potenti motori, posti sul pavimento della stessa cella campanaria, da qualche settimana si è voluto procedere ad alcune necessarie migliorie di tipo meccanico.

Infatti, altra cosa che ignoravo, anche le Campane, se sollecitate sempre da poderose catene, come erano fin ieri le Nostre, possono alla lunga soffrirne.

Perciò, si è prudentemente deciso di spostare i motori alla base del Campanile, su un soppalco tutto nuovo, posto sopra l’ingresso a piano terra, e di far muovere le campane come una volta, attraverso una più gentile funicella d’acciaio dalla base alla cima, la quale può essere, di volta in volta, staccata e ri-attaccata con un semplice “click”.

Tutto questo ha permesso, inoltre, dopo diversi decenni, di poterle suonare a corda, se si vuole, come una volta. Queste righe di premessa, spero non troppo noiose, son servite per introdurre la novità.

A Rosà si è aperta una vera e propria Scuola, per far avvicinare e formare appassionati e volontari del tiro a corda delle Campane.

In breve, se ci pensiamo bene, avere sul Campanile il primo concerto campanario dell’intera provincia di Vicenza nonché il secondo dell’intero Veneto senza poterlo suonare anche a corda sarebbe un vero peccato (veniale).

Come sarebbe un vero peccato mortale se nessuno della Parrocchia (anzi, dell’intera Unità Pastorale) fosse in grado di suonarle in modo compiuto e gradevole oltre il semplice scampanio singolo o multiplo! E questa, care Lettrici e cari Lettori, è la terza cosa che ignoravo. Le campane, come le chitarre, i pianoforti, le trombe e chi più ne ha più ne suoni, possono essere strimpellate, facendole sbattere a caso più o meno forte, oppure, mettendole di volta in volta in posizione di equilibrio precario così detto a  sistema veronese, con la  bocca della campana all’insù e farle così rintoccare da sole oppure assieme alle altre, secondo vari accordi ritmi e melodie.

Infatti, care Lettrici e cari Lettori, anche Loro, come le chitarre, i tamburi, i pianoforti, si possono sia strimpellare, pardòn, scampanare, sia far rintoccare a ritmo, da sole o assieme alle altre.

Ogni singola campana, infatti, ha il suo timbro ed emette una ben definita nota musicale.

Ecco perché da qualche settimana, vedi foglietto parrocchiale, tutti i giovedì sera un gruppetto di circa 15 persone cerca di apprendere i segreti della rara Arte da un vero e proprio Maestro (tale Loris da Villafranca Padovana) e da adepti più stretti (tali Michael e Ivan), seppure a costo di qualche vescica (in verità anche più di una… anzi, direi proprio tante!). Alcuni fra i novelli non lo sono per niente, visto che son stati, al tempo, gli ultimi campanari di Cusinati (allargando così idealmente l’abbraccio all’ intera Unità Pastorale).

Cari Parrocchiani, vorrete pertanto aver pazienza se qualche volta sentirete battere ore impossibili o vespri bislacchi. Sia anche questo un modo per ricordarci che le Nostre Campane meritano di metterci le mani, anche a costo dei calli!