I luoghi della memoria: Ca’ Dolfin

di Angelo Marchiori

 

 

Ci giunge gradita una testimonianza di un nostro concittadino che, con questo scritto, fa rivivere.

I luoghi della memoria

Ca’ Dolfin

Si erge, alto ed imponente, tra un ampio e vetusto giardino e prati, un tempo rigogliosi, il palazzo dei conti Dolfin, già dimora dei patrizi veneziani, proprietari di vaste campagne, coltivate a mezzadria. Ma il teatro dei giochi di noi ragazzi era il borgo che si dipanava ai piedi e lungo le vie adiacenti la dimora patrizia. Qui soprattutto nelle serate primaverili ed estive, tra i profumi di acacie e gelsomini che provenivano dai giardini del conte, flotte di ragazzi si ritrovavano nella Corte Reale e nella adiacente Via Ca’ Dolfin.

E tra grida festose e lieti rumori si giocava. Giochi semplici e belli tra rincorrersi, chiamarsi, nascondersi, trovarsi.

A maggio le lucciole e i pipistrelli coronavano le nostre chiassose borgate. Luoghi intersecati da lunghi fruscii di rogge cristalline.

In Corte Reale alcune figure “Sbraica, Capei, Menno, Nicolato, Sabosà”, a volte rimbrottavano con lievi richiami noi

ragazzi.

E come non ricordare il lunedì di Pasqua. La chiesetta patrizia dei conti si apriva per la festa ed era un tripudio di profumi primaverili e di serene aggregazioni sociali. Questo era il mio Ca’ Dolfin, dolce luogo della memoria.