Il commiato a Don Giorgio: Le opere e i giorni

di Brigida Larocca e Angelo Zen

Nel mese di ottobre di quest’anno l’unità pastorale di Rosà e Cusinati ha vissuto un momento importante della sua storia. L’insediamento del nuovo arciprete è stato preceduto da una serie di eventi in onore di don Giorgio,  guida per tredici anni della parrocchia di Rosà con l’aggregazione della parrocchia di Cusinati negli ultimi quattro.

La notizia della sua partenza aveva animato le chiacchiere dell’intera estate. Non è una circostanza che si verifica spesso all’interno di una comunità. E come tale è stata vissuta.

Da attenti testimoni del dipanarsi del tempo e certi di dare un piccolo contributo nel raccontare un pezzo di storia della nostra comunità, raccogliamo in sintesi le molte sfumature emerse nelle varie manifestazioni che si sono succedute nel momento del commiato.

Stima, commozione, affetto, ma soprattutto riconoscenza e gratitudine sono stati i sentimenti che hanno accomunato agli eventi indetti per le giornate di sabato 3 e martedì 6 ottobre.

Conferimento della cittadinanza onoraria. Il Consiglio comunale, nel pomeriggio del sabato, ha conferito la “cittadinanza onoraria” a mons. Giorgio Balbo. L’unanimità all’onorificenza è stata prolificamente motivata con gli interventi del Sindaco e di diversi consiglieri comunali. La figura dell’uomo e del pastore  si è stagliata nitida. Succintamente  riportiamo alcuni interventi. Così ebbe ad esprimersi il Sindaco nel motivare l’atto del Consiglio Comunale.

“”Quando si attribuisce la cittadinanza onoraria, si ha la volontà di scrivere nero su bianco un pezzo di storia per il proprio paese, perché la persona interessata è stata un esempio che ha saputo infrangere la quotidianità. Così è stato don Giorgio in questi tredici anni di servizio a Rosà. Ha saputo, con quotidiana caparbietà, spezzare la consuetudine dando di sé una immagine di esempio morale, grazie alla sua semplicità, alla sua schiettezza, alla sua concretezza, alla sua attenzione e al suo impegno per il nostro Paese””:

Le opere di don Giorgio sono state ricordate da altri consiglieri. “”E’ impossibile citare tutte le opere. Ci teniamo ad enumerarne alcune: ad iniziare dalla sala del giubileo, la riqualificazione della scuola dell’infanzia, l’istituzione del primo nido integrato del nostro comune; il restauro del patronato con annessi spogliatoi; la concessione dei terreni adiacenti alla canonica al Comune per l’abbellimento di Piazza Libertà e del parco delle rose; il fotovoltaico collocato sui tetti degli stabili parrocchiali facendo da precursore a questa buona pratica per gli edifici pubblici; la preziosa attività di recupero, salvaguardia, conservazione e valorizzazione dei beni artistici, il grande restauro del Duomo””.

È stata sottolineata inoltre “”la sua attenzione, la immancabile presenza e vicinanza umana oltre che morale e spirituale alle famiglie nel momento della dipartita di qualche familiare. È un atteggiamento che è stato una costante nella sua azione pastorale. Discreto, apparentemente non si faceva coinvolgere dalle posizioni più radicali ed estreme, non lesinando di affrontarle all’occasione propizia, invitando a cambiare il modo di pensare e di vivere più rivolto ai nostri interessi piuttosto che alle azioni che dovremmo perseguire””.

Serata con cena per tutta la comunità.La serata che ne è seguita è stata l’abbraccio significativo di tutta la comunità al suo pastore e guida. Ben settecento i partecipanti alla cena con la presenza di rappresentanti di tutte le età e gruppi. Spiccava la presenza di tanti bambini che non perdevano l’occasione di farsi “ramenare” da don Giorgio, che lui chiama distintamente per nome, conoscendoli tutti.

Il servizio ai tavoli è stato svolto dai ragazzi, orgogliosi di contribuire con il loro ruolo alla buona riuscita dei festeggiamenti al Don. Gli animatori dell’ACR hanno pensato ad un modo originale di salutare don Giorgio e don Renato, coinvolgendoli in divertenti giochi che hanno messo in rilievo i loro tratti caratteriali più spiccati.

Molti sono stati i doni e i riconoscimenti espressi in quella circostanza che hanno fatto da sintesi di tutti i sentimenti di gratitudine e di apprezzamento per l’opera svolta nel tempo.

Il saluto con la LECTIO.

Il giorno 6 ottobre, presso la chiesa di Cusinati c’è stato il saluto reciproco attraverso la parola del Vangelo della domenica successiva. “Va, vendi quello che hai e seguimi” che segna il distacco dalle cose di questo mondo, quale presupposto per seguire veramente Gesù alla scuola del Vangelo

Nell’occasione erano presenti i cori parrocchiali di Cusinati e Rosà che hanno animato e dato ufficialità al momento.

Condensare in poche parole la riconoscenza che le parrocchie di Cusinati e Rosà provano per  il loro pastore non è cosa semplice:  più che nelle parole si può riassumere in tanti gesti ufficiali e non, in mille  strette di mano, in altrettanti occhi lucidi che hanno caratterizzato il susseguirsi delle manifestazioni. E saranno conservati in angoli riposti della memoria come momenti di grazia, difficilmente ripetibili nel tempo.

A tal proposito riportiamo alcune impressioni estratte dal saluto dato a don Giorgio dal Consiglio Pastorale.

“”Ha lavorato in tutti questi anni con umiltà e spirito di servizio, con molta sobrietà, sempre attento all’essenziale e alla concretezza delle cose…””

     “”E non fu difficile, per chi La frequentava scoprire in Lei un uomo semplice, vero, capace di riso e di sorriso, dal cuore tenero e ricco di carità per tutti…””

     “”Grazie per essere stato uno come noi in mezzo a noi ed aver fatto di noi Chiesa…””

     “”Grazie don Giorgio””.

 

CONGEDO

Ho salutato Rosà e i Rosatesi la prima domenica di ottobre, e qui a Noventa sono ancora mentalmente e concretamente in fase di trasloco. Ci vogliono anni anche solo per imparare a conoscere storie, volti, persone, vie e in un mese è difficile, per non dire impossibile, dimenticare. Ricomincio da capo all’altro capo della diocesi e della provincia, sperando di avere imparato dai miei errori precedenti e di non fare troppi danni. Primo, non nuocere…

Ho già un campanile da sistemare, per cui se non altro a livello di mattoni avrò già il mio da fare. Mi manca il traffico della statale, quello sì e mi spiace solo di aver lasciato a don

Angelo qualche/molte grana/e da sistemare, ma so che la sua esperienza e saggezza lo aiuteranno ad affrontarle e a risolverle. Un caro saluto a tutti, soprattutto agli ammalati, agli anziani e ai bambini.

                                          Don Giorgio

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