Il gruppo giovanissimi in visita ad Assisi

di Luca e Guido per il gruppo educatori giovanissimi

 

Quest’anno il classico campeggio invernale dei giovanissimi ha lasciato spazio ad un’uscita alternativa nei colli Umbrini in una città famosa in tutto il mondo: Assisi.

Città famosa per gli ulivi, le fantastiche casette e le chiese costruite nel cuore agli Appennini, che vengono baciate da timidi soli al mattino e benedette da fresche, anzi freschissime, folate di vento che risvegliano gli animi anche dei più incalliti pigroni.

Città famosa soprattutto per una persona nata circa 900 anni fa: Giovanni di Pietro da Bernardone, per tutti noto come S. Francesco d’Assisi. Il nostro amatissimo patrono d’Italia, che è d’ispirazione al grande pontefice Bergoglio che oggi porta nel mondo un messaggio sotto il nome di questo santo.

Dal 27 al 30 dicembre abbiamo respirato le gesta di questo Santo e di un’altra fantastica donna: S. Chiara.

In questo viaggio siamo stati accompagnati da Fra Lorenzo, Fra Alberto e Suor Silvia della parrocchia di Chiampo.

Con loro sono venuti altri ragazzi e animatori, dai paesi limitrofi a Chiampo, in particolare da S. Pietro Mussolino, paese semisconosciuto ai più.

Ragazzi che con tanta allegria ed energia (e qualche erre moscia) hanno condiviso con noi questi giorni di campeggio.

Arrivati a destinazione, dopo un tranquillo viaggio, ci hanno accolto calorosamente le Suore Alcantarine, dandoci vitto, alloggio e benedizioni a non finire. Sistemati ed ambientati un po’ ci siamo avventurati nei posti magici che compongono l’atmosfera magica e religiosa di Assisi: santa Maria degli Angeli, l’Eremo delle Carceri, san Damiano, la basilica di San Francesco, S. Quirico e Santa Chiara.

Il periodo natalizio ci ha regalato una città tutta illuminata, decorata da presepi e un costante via vai di visitatori.

Già al primo giorno i cari Frati e suor Silvia ci hanno subito fatto capire che non sarebbe stata la classica gita

turistica. Caricandoci di preghiere e vespri che pure il nostro caro Carlo che ci ha accompagnato, faceva fatica

a conoscere, ci siamo integrati in una realtà tutta nuova: abbiamo vissuto un’esperienza particolare, diversa, per alcuni traumatica, ma molto costruttiva. Le messe e le lodi erano all’ordine del giorno, ma tra alcuni sbuffi e qualche lamentela qualcosa ci è rimasto e ci ha cambiato. Abbiamo avuto l’occasione di fermarci a riflettere, di pensare dentro noi stessi. Non è stato facile ascoltarci, ma nel silenzio della natura e la bellezza dei luoghi ci siamo guardati dentro.

E abbiamo scoperto di non essere così diversi da San Francesco, che da giovane ne aveva fatte di cotte e di crude!

Anche i ragazzi di prima tappa, sorpresi da un ritmo così alto di religiosità (non erano i soli ad essere sorpresi) hanno coltivato, però, una piccola avventura personale.

Camminando e ascoltando abbiamo immagazzinato informazioni che nemmeno dieci puntate di Super Quark

sanno darti e i giorni sono volati. Siamo rimasti colpiti dalle testimonianze di personaggi molto lontani dalla nostra realtà, in particolare da un frate e una clarissa, suora di clausura. La loro serenità ci ha posto tante domande, messo anche un po’ in crisi, però ci hanno trasmesso un misteriosa energia.

In questo enorme repertorio di crocifissi, lodi, sandali, clarisse francescani e chiese si vedevano i sorrisi dei ragazzi:

quei sorrisi che hanno scaldato le serate, all’insegna di giochi, scenette e canti.

E anche se qualcuno continuava e continua tuttora ad essere contrario a così tante preghiere, anche se gli instancabili frati e suore erano sempre pronti a partire con l’ennesima storia su Chiara e Francesco, anche se le polemiche sono state molte, alla fine la preghiera più bella che potessimo sentire sono stati proprio l’allegria e la spensieratezza dei volti dei ragazzi al ritorno. Infatti quando vedi così tanti sorrisi non puoi fare a meno di dire: grazie!

Grazie a tutti i partecipanti che coraggiosi hanno deciso di mettere in gioco per qualche giorno la loro libertà e le loro abitudini per seguire per quattro giorni la vita di uomini e donne che vanno

in giro con i sandali pure in inverno, scaldati solamente dal calore della loro fede e dell’amore verso il prossimo.

Grazie Assisi! Alla prossima Francesco e Chiara!

 

E visto che stiamo scrivendo sulla voce rosatese, vogliamo dare anche noi “voce” ai diretti interessati:

“Ci siamo divertiti molto, anche se abbiamo pregato tanto e forse per noi era stata un po’ dura, ci sono piaciute le attività che hanno organizzato i frati, la nuova compagnia e i nuovi ragazzi conosciuti, le brioches alla mattina, le particolari sveglie “neomelodiche”, la neve, la musica durante i momenti liberi e il poker serale con gli animatori! ”

Leonardo, Ismaele, Francesco Baggio, Francesco Galvan, Selly, Nicole, Marta, Matteo, Giacomo e Alex (1a tappa)

“…Partendo dalla figura di San Francesco, S. Chiara e i luoghi in cui hanno vissuto, abbiamo capito che la base fondamentale per il credo cristiano è l’amore per se stessi, gli altri e come diceva San Francesco, per ogni creatura. A differenza degli altri campeggi, oltre ad imparare a convivere con le altre persone abbiamo potuto visitare luoghi ed elementi artistici che testimoniano la bellezza e l’importanza del Signore….”

Sara e Piera (3a tappa)

“Assisi… Esperienze che ti marchiano nel profondo, tante preghiere tante attività che ci hanno fatto capire alcuni valori della vita di noi giovani che forse abbiamo sempre sottovalutato o mai pensato. A volte sono proprio le nostre scelte a cambiare il mondo.”

Matteo (4a tappa)

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