Il nostro campanile

di Marina Bizzotto

 

Non sappiamo chi fu l’autore del disegno.

“Ai 14 marzo 1756, col permesso dell’Ill.mo et Ecc.mo Andrea Badon, Procuratore e Cap. di Bassano nella canonica di Rosà, fu tenuta una adunanza di 181 capifamiglia, appartenenti ai quartieri della Parrocchia, per deliberare dell’ampliamento del Cimitero che esisteva intorno alla chiesa, perché ormai era insufficiente… e fu anche deliberato di piantare i fondamenti del nuovo campanile nel sito giudicato dai periti. La votazione ebbe per risultato n. 151 palle bianche favorevoli, e sopra n. 22 contrarie, 4 astenuti”. Era allora Arciprete don Francesco Vittorelli. Così scriveva il prof. Pietro Segafredo. Il campanile fu ultimato nel 1817. È alto m. 72. Le campane furono fuse nel 1854 e importarono la spesa di 26.000 lire austriache.

Nel 1908 fu rifusa la maggiore e con grande festa ricollocata nel nuovo castello di ferro, dopo la consacrazione fatta da S.E. Mons. Andrea Caron, Arcivescovo titolare di Calcedonia, figlio di Rosà, e chiamata col nome del Patrono S. Antonio Abate. Questa campana pesa 36 quintali ed è la più grossa della Diocesi di Vicenza. Il popolo va superbo del suo campanile e vi ha chi ritiene  che i suoi rintocchi giungano sino a Monte Berico.

                                   S.A.B. (Sacerdote Alessandro Barocco)

 

 

**Tratto dal volumetto titolato “Spunti di storia e di vita rosatese”, pubblicato il 16 luglio 1958 in occasione della celebrazione delle Nozze d’argento di don Mario Ciffo, da un decennio Arciprete di Rosà**

 

LA RIFUSIONE DELLE CAMPANE

 

Nel corso degli anni, le nostre campane, hanno subito vari interventi.

Le attuali campane sono 6 e sono state rifuse col bronzo delle 4 vecchie campane da Daciano Colbachini di Padova nel 1974, anno in cui il sistema è stato anche totalmente elettrificato dalla ditta Fagan di Torri di Quartesolo.

Come appare dagli atti di un manoscritto recuperato nell’archivio parrocchiale, così vengono descritti, nel dettaglio, gli interventi eseguiti: