L’ARTE DI DONARE…

 

Esiste ancora il dono, oggi? In una società

segnata da individualismo, narcisismo, egoismo c’è ancora posto per l’arte del donare?

Da una lettura sommaria e superficiale si può concludere che oggi non c’è più

posto per il dono ma solo per il mercato, lo scambio utilitaristico, addirittura possiamo dire che il dono è solo un modo per mostrare gratuità e disinteresse là dove regna invece la legge del tornaconto.

Situazione senza speranza? No! Donare è un’arte che è sempre stata difficile: l’essere umano ne è capace perché è capace di rapporto con l’altro, ma resta vero che questo «donare se stessi» – perché di questo si tratta, non solo di dare ciò che si ha, ciò che si possiede, ma di dare ciò che si è – richiede una convinzione profonda nei confronti dell’altro.

È importante che ci alleniamo nel fare agli altri ciò che vorremmo che gli altri facciano a noi. Quando iniziamo a preoccuparci  di più di comprendere che di essere compresi, di accettare più che essere accettati, accogliere più che essere accolti, stimare più che essere stimati, sostenere più che essere sostenuti, dare il nostro contributo per migliorare le situazioni più che passare il nostro tempo ad arrabbiarci su ciò che gli altri dovrebbero fare e non fanno; essere attenti ai grandi problemi di chi ci passa accanto più che lasciarci completamente assorbire dalle nostre piccole difficoltà… solo allora riusciamo finalmente ad assaporare quella profonda gioia e pienezza che il nostro cuore cerca e scopriamo finalmente che c’è molta più gioia nel dare che nel ricevere, nel perdonare che nell’essere perdonati nel rendere felici gli altri più che nel cercare a tutti i costi la nostra felicità.

Tutti siamo poveri e deboli, ma se ci aiutiamo le fatiche del cammino si possono affrontare con maggiore fiducia: là dove uno cade, un altro è pronto a rialzarlo; quando ad uno viene meno il coraggio, chi gli è accanto diventa per lui un raggio di speranza. Anche questo è un servizio che siamo chiamati a renderci reciprocamente. E bisogna farlo con gioiosa disponibilità, sapendo che abbiamo sempre accanto a noi Gesù, nostro compagno di viaggio. Anzi, è lui stesso la Via. Guardando a lui, non si può più accontentarsi di arrivare soltanto «fino a un certo punto», perché ha servito l’umanità fino a farsi uomo e a salire sulla croce. Dal suo esempio nasce la forza di andare oltre le «convenienze» umane, accettando non solo la fatica, ma anche le umiliazioni che spesso il servizio comporta, accettandole come momenti di grazia, per liberarci dal terribile peccato di orgoglio che è sempre in agguato e spesso rovina anche il bene che possiamo compiere.

Come cambierebbe il mondo se ogni mattino ciascuno di noi si mettesse al lavoro come buon operaio dicendo: «C’è più gioia nel donare che nel ricevere: oggi voglio vivere così!».

‘Voce rosatese’ è nelle nostre mani in questo tempo di Avvento, nei giorni dell’attesa di Dio che viene a condividere fino in fondo la nostra vita.

Impariamo da Lui che dona tutto sé stesso per la nostra gioia condividendo queste riflessioni di Dietrich Bonhoeffer, pastore protestante impiccato nel campo di concentramento di Flossenbürg all’alba del 9 aprile 1945, pochi giorni prima della fine della seconda guerra mondiale:

“Dio non si vergogna della bassezza dell’uomo, vi entra dentro (…) Dio è vicino alla bassezza, ama ciò che è perduto, ciò che non è considerato, l’insignificante, ciò che è emarginato, debole e affranto; dove gli uomini dicono “perduto”, lì egli dice “salvato”; dove gli uomini dicono “no”, lì egli dice “sì”.

Dove gli uomini distolgono con indifferenza o altezzosamente il loro sguardo, lì egli posa il suo sguardo pieno di amore ardente e incomparabile. Dove gli uomini dicono “spregevole”, lì Dio esclama “beato”.

Dove nella nostra vita siamo finiti in una situazione in cui possiamo solo vergognarci davanti a noi stessi e davanti a Dio, dove pensiamo che anche Dio dovrebbe adesso vergognarsi di noi, dove ci sentiamo lontani da Dio come mai nella vita, proprio lì Dio ci è vicino come mai lo era stato prima.”

Buon Natale e buon 2018 a tutti!