Pillole di storia Rosatese: ricordi di un calcio molto lontano

di Angelo Zen

 

C’era una volta… Così iniziavano, ai miei tempi i racconti di favole o di avvenimenti molto lontani. Mi permetto anch’io di usare questo preambolo per rifarmi  a qualcosa che è avvenuto negli anni cinquanta dello scorso secolo, quando a Rosà muoveva  i primi passi la neonata squadra di calcio del paese.

L’occasione per questo ricordo assai lontano mi si è presentata durante un funerale celebrato nei mesi scorsi, quando all’altare è stata letta una teoria di undici nomi, una intera formazione, accompagnata da un ricordo di tempi da definire quasi eroici. Era il funerale di Giovanni Bizzotto, detto Menuo, uno dei giocatori di quella compagine.

E la circostanza mi è sembrata opportuna per far memoria ai giorni nostri da dove ha avuto origine il movimento calcistico locale che attualmente annovera centinaia di aderenti, distinti in diverse categorie.

Allora esisteva una sola squadra. Gli spogliatoi, molto angusti, erano situati accanto al macello comunale. Per lavarsi i giocatori ricorrevano alla vicina roggia Moranda, che scorreva a sud del campo sportivo, lungo l’attuale via Garibaldi. Questo è il ricordo composto da Alceo Pegoraro, attento testimone  di questi fatti.

PICCOLI EROI DEL PALLONE

Giovanni Menuo, Mario Bittante, Toni Tombai, Enzo Brina, Elia Zanotto, Bombolo Manara, Nico Vettorazzo, Piero Vettorazzo, Attilio Rosin, Mario Checareo, Ughetto Borsato

 

Una famiglia allargata

che corre sotto il sole, la pioggia, la neve.

e nell’intervallo, per riscaldarsi,

ricevono caffè e graspa.

E dopo la partita, come doccia,

per ripulirsi da erba e fango

dentro alla Moranda!

Piccoli eroi del pallone

che si gonfia nel vento del

campanilismo.

E tu Menuo, mediano con vigore,

in difesa della porta,

sei stato uno di loro,

che hanno combattuto sul campo della vita.

 

 

Questi avvenimenti possono sembrare inverosimili se confrontati con le comodità e le attrezzature dei giorni nostri. Da quelle primordiali esperienze sono usciti uomini veri, come quelli che hanno popolato l’intero territorio, ai quali siamo debitori di tanta riconoscenza.

Lo sguardo alle foto poste a corredo di questo scritto, pur nelle immagini sbiadite di una compagine calcistica, risveglia nelle

persone di una certa età un sentimento di vera commozione. Il ricordo svela uno spaccato di vita, di nostra storia che è giusto non vada dimenticato.

Lo scritto qui pubblicato reca l’elogio di una persona come Giovanni Bizzotto che come molti altri ha vestito la casacca giallonera ed ha percorso la strada della vita, facendo risaltare spiccati valori umani e morali.

Ben vengano questi esempi che aiutano a capire piccoli scorci di vita che uniti ad altri valori

hanno segnato il crescere e il progredire della vita della nostra comunità.