Prima viste da vicino e adesso sentite da lontano… un anno dopo!

di Adriano Munari

 

L’otto dicembre si rinnova la tradizionale apertura del Campanile (che, ricordo, ha già passato i 200 anni…) e sarà possibile, quindi, rivedere da vicino tutte le campane di Rosà, le sei fuse nel 1974 e le tre ultime (dedicate rispettivamente a San Giovanni Bosco, a Sant’Antonio da Padova ed a San Michele Arcangelo) “messe in cella” l’anno scorso.

Chi frequenta il Duomo si ricorderà che in questo stesso periodo proprio le tre campane minori erano appese in bella mostra al suo interno, per poterle vedere e toccare in attesa della loro benedizione solenne, officiata dal Nostro Caro Vescovo Beniamino un anno fa.

La foto di questa pagina si riferisce appunto alla rara ed ormai poco frequente cerimonia che ne ha anticipato la loro

definitiva collocazione.

A chi vorrà salire gli oltre duecento scalini (niente paura, basta non contarli…) che portano lassù, un invito ad aguzzare la vista sulle tre nuove più piccole, per apprezzarne anche le numerose decorazioni, allegoriche e devozionali, eseguite a rilievo.

A partire dai fregi minori, che hanno anch’esse un profondo significato devozionale: le piccole lucertoline che si vedono qua e là, in realtà rappresentano la salamandra, ovvero quel tenace animaletto che la tradizione vuole sia resistente anche alle fiamme, e quindi in grado di superare le prove più ardue; i festoni a colombe e vasi di frutta rappresentano l’abbondanza che si spera il suono delle campane invochi e aiuti a far crescere fra la Comunità tutta; le foglie di salvia officinale rimandano allegoricamente alle sue virtù salvifiche e medicamentose sia per l’anima che per il corpo.

Mentre un più chiaro invito alla riflessione ed un richiamo al profondo significato religioso che il loro singolo suono intende trasmettere ci è dato proprio dalla loro rispettiva dedicazione principale. La San Michele Arcangelo, con i suoi rintocchi ci aiuterà anche a tener lontano il Diavolo mentre quella dedicata a Sant’Antonio ci ricorda che per ritrovare quel che si è smarrito basta invocare con fede il Fraticello di Padova e, da ultimo, la San Giovanni Bosco chiede per noi al Signore di toglierci pure le cose materiali ma di salvarci l’anima!

Ecco che, anche per onorare in concreto i 40 lustri di egregio servizio del Nostro Campanile, si pensò e si volle aggiungere al concerto già presente altre tre campane più piccole, non solo per esigenze liturgiche e musicali ma anche quale segnale concreto che la stessa Comunità, solida delle sue già belle Campane, va avanti anche facendosi sentire in modo nuovo e più completo, rinnovando una forte tradizione con un altrettanto rinnovato spirito devozionale.

E così si spera che durante l’anno trascorso la loro voce sia già stata apprezzata e fatta propria dall’intera Comunità. Se a qualcuno poteva sembrare non opportuno aggiungere altre campane basti pensare che la voce del Campanile è quella della stessa Comunità, che si chiama e ci chiama non solo per pregare ma per ricordarci una festa, un anniversario lieto oppure un evento triste.

Un grazie, quindi, a Don Alex Pilati, che ha per primo creduto nell’opportunità di farci riscoprire anche il valore del messaggio sonoro quotidiano, ed un grazie a tutti coloro che hanno aiutato materialmente la Parrocchia ad acquistare le tre campane minori.

Un invito a tutti i lettori a venire a vedere quando si suona a corda, per provarne l’emozione di persona. Da ultimo un auspicio: perché non aggiungerne un’altra, ancora più piccola, ed arrivare a dieci campane?

 


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