Prove tecniche di Unità Pastorale Nuove Unità Pastorali che nascono ed altre che si allargano

di Claudio Pegoraro

Manca solo l’ufficialità, ma fra non molto anche da noi sarà UNITÀ PASTORALE UNICA. Lo ha annunciato mercoledì tredici febbraio il Vicario generale della Diocesi di Vicenza, Monsignor Lorenzo Zaupa, ai Consigli Pastorali riuniti in seduta comune: il prossimo settembre il mondo cattolico rosatese sarà strutturato in un’unica unità pastorale.

Questo avvenimento molto importante ed in un certo senso Rivoluzionario, non ci colga impreparati e soprattutto refrattari a questa novità! Opportunità per i credenti, per i diversamente credenti e per tutte le persone aperte al dialogo, che riescano a cogliere nel cambiamento un segno dei tempi, consapevoli che questo segno di comunione è indispensabile, senza il quale è poco credibile dichiararci Cristiani e lasciarci abbracciare dal Padre misericordioso. Quando ti apri al territorio, ai vicini, respiri aria nuova, un confronto arricchente e soprattutto si trova la forza per rinnovarsi. Insistere troppo sulla propria tradizione diventa asfissiante, blocca il futuro: è arrivato il momento di ammainare la bandiera del “si è sempre fatto così”. Il pensiero unico è un suicidio intellettuale e spirituale e atrofizza la mente. Apertura è il volto di una Chiesa che vive in comunione, al di là delle parrocchie, comunità aperta al mondo ed alle sue nuove istanze. Un volto più missionario, attento a quello che accade alla gente. Una Chiesa a servizio del territorio, capace di dare più qualità umana alla vita. Il volontariato gioca un ruolo primario come tessuto di fondo di ogni comunità. Il noi conviene sempre rispetto all’io. Occorre sentire e comprendere che il destino proprio dipende anche dal destino degli altri. La novità non ci coglie di sorpresa. Nell’unità pastorale Rosà-Cusinati, infatti, sono stati fatti passi significativi, non senza difficoltà, ma come tutte le cose nuove, anche questa situazione necessita di rodaggio: unico coordinamento Caritas, unica presidenza di Azione Cattolica, attività dei gruppi giovanili unificate, unico gruppo missionario, ecc. Nel mese di settembre 2018, non potevamo lasciarci sfuggire due ghiotte occasioni per dare seguito alle parole e dare un segnale tangibile di unità: Messa in onore di Suor Emanuela Baggio (sabato otto settembre a Cusinati) e Messa di saluto a Don Alex (sabato 15 settembre a Rosà). Il Coro delle mamme e il Coro Dolci note di Cusinati ed il Coro Cantico Nuovo di Rosà, hanno unito le loro voci ed il loro repertorio per animare le celebrazioni.

È stata un’esperienza molto positiva e gratificante e per certi versi anche divertente, perché essere coristi significa prima di tutto essere in relazione, unire esperienze diverse.

Esperienza che ha riscosso unanime consenso e sicuramente da ripetere. Le inevitabili difficoltà incontrate (prove, spostamenti, orari, ecc.) non ci devono sembrare montagne invalicabili, né scoraggiare, piuttosto fare da sprone per il reciproco arricchimento personale, canoro e culturale. Qualcuno aveva lanciato la proposta di unire le nostre forze anche in occasione del Natale per il concerto, o per qualche celebrazione, ma gli impegni sono molteplici e purtroppo non è stato possibile realizzare quanto si era previsto. Idea sicuramente da riproporre, anzi, già in cantiere per Natale 2019. Nel frattempo potremmo organizzarci per animare alternativamente a Rosà e a Cusinati qualche liturgia meno “impegnativa”, ma sempre con l’intento di annodare una rete di rapporti che dia senso e segno tangibile di comunità.

 La vita e le esigenze comunitarie ci spronano a guardare oltre l’ombra del “nostro campanile”, o della “nostra bottega”. Ogni giorno ci viene chiesto di lasciare la terraferma delle nostre certezze, delle cose già codificate e partire. Mollare gli ormeggi! Se abbiamo il coraggio di farlo, conosceremo la bellezza e il senso di libertà delle traversate, seppur con il prezzo di attraversare la bufera. La fede non potrà metterci sempre al riparo da tali tempeste, ma se ascoltiamo bene dentro di noi, sentiremo quella voce che, anche nella tempesta, ci invita a non avere paura.