Il saluto di Suor Stefania la nuova Direttrice dell’Istituto Maria Ausiliatrice

di Suor Stefania Vivian

 

“Possa la strada farsi incontro a te,

possa il vento essere sempre alle tue spalle, possa il sole splendere

caldo sul tuo viso, possa la pioggia

cadere leggera sui tuoi campi.

…possa Dio tenerti nel palmo della sua mano”.

È con questa antica Benedizione Celtica che l’11 settembre 2017 sono stata accolta dalle sorelle della comunità

di Maria Ausiliatrice di Rosà. Sono sr Stefania Vivian, ho 54 anni di età e 32 anni di Professione Religiosa, nell’Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice (FMA).

Felice di essere donna cristiana e salesiana, nelle varie comunità in cui sono stata, ho sempre cercato di aprirmi a relazioni serene con i bambini della scuola materna e le loro famiglie, con i ragazzi e i giovani della parrocchia e dei cammini vocazionali del Movimento Giovanile Salesiano.

La cura della mia vocazione religiosa, la vita quotidiana di comunione con le sorelle, il confronto e il dialogo semplice e positivo con i giovani e gli adulti con cui ho condiviso la pastorale parrocchiale, soprattutto nell’ambito educativo, hanno arricchito molto il mio cammino di fede e di donazione. Riconosco inoltre che alcune esperienze di sofferenza, personali o accolte e condivise di altri, hanno provocato in me un cammino di ricerca sulla preziosità della vita e delle relazioni. In questi momenti faticosi ho cercato di capire in profondità il valore dell’ascolto vero, della vicinanza discreta e sincera e soprattutto l’essenzialità della preghiera come continuo affidamento a Dio, al suo cuore di Buon Pastore che ha cura di ogni suo/a figlio/a.

Grazie a questo cammino, umano e divino, ho accolto volentieri e con disponibilità la responsabilità di essere direttrice (superiora) di 70 FMA che vivono nella casa di riposo a Rosà.

È una comunità “ricca” di tante sorelle e quindi ricca di tanta preghiera e offerta per i giovani, per le famiglie, per la pace nel mondo, per i sacerdoti, per chi è nel bisogno, per le vocazioni, per…

Ogni volta che avvicino una sorella intuisco che è una “storia sacra” da ascoltare, da accogliere, per cui ringraziare il Signore e Maria Ausiliatrice, da cui attingere saggezza di vita, esempi di dono, a cui affidare la vita di altri e con cui condividere anche, con delicatezza, la fragilità della salute.

È anche una comunità ricca di laici che con competenze varie lavorano con tanta dedizione per il benessere fisico-psichico di ogni sorella anziana e/o ammalata. Ci sono anche tante persone del territorio, o che negli anni dell’attività apostolica le suore hanno conosciuto, che personalmente o in gruppo dedicano del loro tempo e le loro abilità per rendere più serene, gioiose le giornate o alcuni momenti di festa particolari a livello cristiano e salesiano.

È quindi una casa piena di vita, dove s’intrecciano continuamente la vita laicale e la vita religiosa, la vita di chi “lavora” per le suore ammalate e anziane e la vita ormai fragile di chi prega e offre per le “intenzioni” di tutti.

Mi è stato detto da una sorella anziana:

“Beata colei che viene nel nome del Signore” e io dico: “Beate loro che nella fedeltà al Signore continuano a vivere

nel suo nome e nel suo amore. Beata ogni sorella, ogni laico/a che collabora per il bene di questa comunità.

Beati coloro che entrano nella nostra casa per condividere del tempo prezioso di dono reciproco”.

E la beatitudine è felici nel profondo del cuore.