Storia di un’avventura

di Oscar Guidolin

 Il 1985 è una data storica per la nostra comunità e in particolare per l’Azione Cattolica rosatese: si svolge presso la località Tonezza il primo camposcuola parrocchiale dell’ACR sotto la sapiente guida del mai dimenticato Mons. Don Bruno Piubello.
Erano anni nei quali la volontà di mettersi in gioco per gli altri, di condividere momenti insieme, come il fatto di passare una settimana delle proprie ferie assieme ai ragazzi, voleva dire crescere tutti come comunità con la C maiuscola. I gruppi di ACG vivevano un momento florido di inziative: raccolta carta, stracci e ferro vecchio, gruppo recital, momenti di condivisione con il gruppo giovani, il Canto della Stella per tutto il paese, le feste di Capodanno al Seminarietto… solo per citarne alcune. Ancora però i Giovanissimi/Giovani, non avevano il loro camposcuola parrocchiale. In questi anni chi voleva, poteva partecipare ai campi diocesani, bellissimi e veramente formativi ma pur sempre “diocesani”; finchè nel 1990 a San Rocco di Tretto (località che rimarrà famosa per tutti i rosatesi visto il gran numero di campi svolti) non si è svolto un primo camposcuola dal titolo: Ci vorrebbe un Amico. Finalmente si colmava una lacuna nella nostra comunità e anche noi giovani potevamo avere il nostro campo. Ricordo ancora l’emozione nel condividere con gli amici di sempre momenti formativi, di gioco, di servizio, momenti che mi hanno fatto capire chi sono veramente e cosa posso fare per gli altri.
Ricordo una frase che sempre ripeteva Don Bruno a tal proposito: “Se i poesse e se i zovani voesse…” quante cose grandi potremmo fare insieme. Per far capire il fervore e l’interesse crescente per questo momento unico, ricordo che nel 1990 sempre a San Rocco di Tretto si svolge il primo camposcuola invernale, per i ragazzi delle medie inferiori. Siamo ora nel 1991 ed ecco che sull’onda della prima esperienza giovanile, si radica forte la volontà di rendere questo appuntamento stabile che dia continuità nel tempo. Per la prima volta gli animatori decidono di svolgere un camposcuola per giovanissimi a Val Malene che prenderà il titolo di Un architetto per ogni stagione.
Un confronto sulla domanda classica di un adolescente: cosa voglio fare da grande? I campiscuola ormai sono diventati un appuntamento irrinunciabile. A volte si rischia di dover dire di no a qualche ragazzo dato il limitato numero di posti di alcune case. C’è un tale interessamento che in parrocchia si pensa di valutare un probabile acquisto di una casa che dia la possibilità a tutti di partecipare , bambini e anziani. L’avventura continua, cresce, si sviluppa.
Siamo nel 1997 e sotto la guida di Don Andrea realizziamo il primo camposcuola in tenda collaborando con gli amici della sua parrocchia natale di Meledo. Un’esperienza mitica quella del campo in tenda. Oltre ad una diversa esperienza “fisica” si comprendono ancora meglio quali sono le cose essenziali, cosa vuol dire avere tutto senza fatica e come invece sia arricchente metterci del proprio perché tutto riesca al meglio. È proprio con questo tipo di esperienza che la parola Condivisione prende un significato pieno. Condividere la fatica, le gioie dello stare insieme, le paure ecc… Per la realizzazione di questo primo campo tendato, il gruppo animatori, in accordo con la parrocchia, aveva comprato una tenda militare americana che aveva fatto la guerra nel golfo, pensate per quale importante utilizzo l’abbiamo noi destinata… alla crescita e non alla distruzione. Dall’anno successivo si inizieranno ad acquistare le prime tende da usufruire poi per un’altra mitica avventura: il campo mobile ovvero una escursione di due giorni per le nostre montagne. Cosa si prova durante un’esperienza del genere è veramente difficile da esprimere. Bastano solo gli sguardi dei partecipanti per farti capire quanto bella sia la vita, il mondo che ci circonda , le persone che incontri…. Ricordo con piacere che la sigla di ogni nostro alzabandiera è stato e lo sarà sempre: alla conquista del Paradiso… E scusate se è poco.
Arriviamo ora all’anno 2000, che oltre ad essere anno giubilare (in Agosto molti giovani rosatesi parteciperanno alla GMG con il Papa a Roma) è stato anche l’anno nel quale l’esperienza dei campiscuola si è arricchita. Si è deciso di “condividere” l’esperienza con la parrocchia di SS Trinità in località Bieno. C’era il rischio di incontrare difficoltà con animatori che vivono esperienze molto diverse tra loro , in parrocchie diverse, ma quando tutti hanno lo stesso obiettivo e cioè quello di mettere Dio al centro e di farlo incontrare ai ragazzi non esistono barriere che ci possono dividere.
Posso assicurare che tanto si potrebbe dire ancora su queste esperienze e tanto si dirà ancora visto il continuare delle stesse ma credo sia doveroso ringraziare… Ringraziare i sacerdoti tutti, che hanno creduto, e sostenuto tutti gli animatori in questa loro fatica. Gli animatori e la loro ferrea volontà nel portare avanti questa esperienza. Tutti i cuochi e le cuoche che hanno aiutato a hanno dedicato una settimana del loro anno completamente e gratuitamente a noi. Tutti i ragazzi che hanno creduto in questa esperienza e che credo conservino piacevolmente nel loro cuore…
Solo un grazie lo vorrei fare particolare, a chi ora non c’è più ma che ha lasciato una impronta indelebile nella nostra comunità: grazie Simone… Buoni campi a tutti.