STORIE DI VITA

di Luigina Cartini

Vi racconto un pò di me…

Mi chiamo Luigina Cartini, sono nata il 25 maggio 1943, ad Albignasego in provincia di Padova.

La mia mamma e il mio papà non li ho mai conosciuti, ho incontrato i miei fratelli dopo tanti anni.

Loro mi hanno raccontato che la mamma si chiamava Maria Cartini, e il loro papà si chiamava Mario Vettore. Io lo considero anche mio  papà nonostante non lo sia realmente perché il mio papà è diverso da quello dei miei fratelli. Fino all’età di un anno sono stata a casa, poi agli esposti di Padova fino ai cinque anni, a Thiene fino ai dieci anni, dagli undici ai quindici a Caldogno all’istituto Nordera, e a sedici anni sono arrivata a Rosà, agli istituti PII oraIstituto Palazzolo, dove attualmente vivo. Per un po’ d’anni mi sono occupata di Gianna, una bambina di otto anni con delle difficoltà, che piangeva spesso e mi faceva tanta pena. Alla sera la mettevo a letto, al mattino la alzavo, lavavo, vestivo, le davo da mangiare. Sono arrivata nel gruppo Fiori, gruppo-famiglia dove vivo ad oggi, verso gli anni ’70 e sono subito stata accettata e ben voluta. Mi hanno dato dei compiti, come il riordino delle camere, del refettorio, del corridoio… Compiti che tutt’ora svolgo!!! Oggi posso dire di essere felice  ma non sono stati anni facili, dentro di me sentivo che qualcosa mancava…

Solo quando le mie sorelle hanno trovato un documento, che mi riguardava, tra le cose della mamma, la nostra famiglia si è ritrovata. I miei fratelli non sapevano nulla della mia esistenza, solo dopo aver trovato quella carta hanno chiesto informazioni e si sono messi alla ricerca.Nel 1991 ho incontrato per la prima volta i miei fratelli… è stata una Sorpresa!!! Una volta visti sono rimasta senza parole, fino a che si è avvicinata Sonia,mia sorella, che mi ha proposto di passare una giornata assieme per parlare di noi e della mamma.Ci siamo capiti, conosciuti e ben voluti. Ad oggi ci vediamo spesso, vado a casa di mia sorella per un paio di giorni,  5-6 volte all’anno, in più ci sentiamo telefonicamente ogni due settimane.

In istituto mi trovo bene, ho molti impegni e conosco tanta gente, sia all’interno dell’istituto che al di fuori.

Questo è il racconto della mia vita, duro in certi momenti, ma anche talvolta felici. Spero che nel mio futuro ci siano sempre le mie sorelle e mio fratello, che gli operatori mi vogliano bene e che anche con le compagne riesca ad andare sempre d’accordo.”