“Sulle tracce della misericordia”

di Stefania Sandri

 

 

 

Il viaggio di Ulisse nell’Odissea di Omero è l’opera nella letteratura di tutti i tempi, che meglio riassume i significati concreti ma anche simbolici, legati al tema del viaggio. Il viaggio di Ulisse è un viaggio di ritorno, ma se lo rileggiamo attentamente, esso non esaurisce il suo significato solamente nell’approdo al porto finale, alla petrosa Itaca, ma piuttosto nel superamento di mille prove ed esperienze, questo per dire che, il valore del viaggio, è anche e soprattutto nel suo percorso, nelle sue tappe, negli incontri che offre lungo il cammino.

Forse è stata proprio questa l’idea, che quest’anno, ha ispirato gli organizzatori della  consueta vacanza estiva per le famiglie della parrocchia di Rosà. Una proposta insolita ed originale, un campo itinerante, in quattordici giorni, con un tema, quello dell’anno giubilare, come filo conduttore. Il titolo che è stato scelto “sulle tracce della misericordia”, è quanto mai indicativo, il termine traccia è una parola che invita alla ricerca, e questa vacanza lo è proprio stata, una ricerca della nostra umanità attraverso le opere della natura e dell’uomo che hanno parlato di noi e a noi.

Il campo si è aperto nella serata di venerdì 5 agosto a Rosà, con una relazione del nostro parroco, Mons. Angelo Corradin, che ci ha fornito sin da subito spunti su cui riflettere in quanto ci hanno provocato.

La vacanza è poi continuata a Firenze dove per tre giorni, la bellezza dell’arte ci ha parlato dell’ingegno e della creatività dell’uomo. Il campo si è poi snodato, alternando alcuni giorni di riposo, attraverso le nostre montagne, prima Cima Grappa, poi Passo Rolle  ed infine Lavarone, in questi paesaggi, alle volte spigolosi e duri, la natura ricca di storia ci ha commosso.

Ogni tappa si è sempre aperta con una riflessione corale su alcune opere di Misericordia, in cui tutti ci siamo sentiti chiamati, anche i più piccoli, a dare eco alla Parola di Dio e alle parole dell’uomo. Non sono certamente mancati momenti di convivialità e di dialogo, di fronte ad un buon bicchiere di vino, o in un breve tratto di strada percorso insieme verso la cima, ognuno nella prossimità e nella vicinanza si è sempre sentito accolto ed ascoltato.

 

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