Un ragazzo fenomenAlen

di Fabrizio Parolin con i ragazzi : Anna Castellan, Beatrice Geron, Chiara Vendramin, Fabiola Carlesso, Giulia Baban, Barkissou Compaore, Sofia Faggion, Emma Piotto, Daniele Costa.

 

 

“È il tempo che hai dedicato alla tua rosa che ha reso la tua rosa così importante”

     Se l’essenziale è invisibile agli occhi, a noi che cosa resta? Perché legarsi tanto a qualcosa e a qualcuno se poi dobbiamo lasciarlo?

Il Piccolo Principe (personaggio principale dell’opera di Antoine de Saint-Exupéry), durante il suo viaggio esplorativo sulla Terra, trovò le risposte che cercava grazie all’amicizia con la Volpe, un animale docile, dolce, saggio, che illuminò la strada del protagonista, consigliandogli di guardare tutto attraverso la luce del cuore.

“Non si vede bene che con il cuore”, questa sarà una delle frasi principali e probabilmente l’insegnamento più profondo che l’autore ha voluto trasmetterci e che ci permette di riflettere sull’origine del termine “RICORDO”.

Questa parola deriva direttamente dal latino, da DE (indietro) + COR, CORDIS (cuore), da cui il medesimo verbo

RECORDARI, ovvero “riportare nel cuore qualcosa o qualcuno che non c’è più, per farlo rivivere”.

È la possibilità di consultare il passato, di interrogarlo, non per fuggire in preda alla nostalgia, ma per capire e avere delle responsabilità nel presente e nel futuro; per non perdere niente di quello che naturalmente esce dalla nostra vita. Niente e nessuno….

Il ricordo è una delle manifestazioni più potenti dell’AMORE, parola che a noi piace credere possa significare proprio questo… assenza di morte (A privativo, “mancanza” e MORS, MORTIS “morte”).

Oggi siamo tutti dei “piccoli principi” che hanno avuto la fortuna di incontrare una “volpe speciale”, un amico autentico, sempre cortese, sempre gentile, sempre al nostro fianco e che ci ha insegnato a vedere la luce anche nelle giornate più buie….

 

“Alen, un ragazzo così perfetto, il tipico ragazzo che ogni genitore ed ogni donna vorrebbe.

Era un ragazzo d’altri tempi con dei valori veri, sempre cortese, sempre gentile e sempre al tuo fianco. Aveva una positività che poche persone hanno, sapeva sempre trovare il lato positivo delle cose e sapeva sempre cosa dire al momento giusto.

Era sempre così solare; penso di averlo visto davvero poche volte giù di morale, sempre con il suo bel sorriso e con quegli occhi chiari, bisogna ammetterlo: era davvero un bel ragazzo.

La sua passione per l’atletica l’ha fatto migliorare sempre di più, è riuscito sempre a dare il meglio di sé e lo si può vedere anche dal suo andamento a scuola, sempre bravo e responsabile.

Scherzava sempre, ci voleva poco per divertirsi con lui, un po’ di musica, tanto cibo e il pomeriggio passava in un battibaleno.

Se voleva bene ad una persona, ci metteva davvero il cuore e questo lo possono ammettere tutti.

Anche con i suoi piccoli difetti, un ragazzo come lui è difficile da trovare, tanto difficile, unico, solare, speciale.

Tutto questo mi ha fatto aprire gli occhi, mi ha fatto capire che bisogna dare importanza alle cose davvero importanti, godersi ogni attimo e godersi sempre le persone, mettersi in gioco, impegnarsi, raggiungere i propri obiettivi e soprattutto credere sempre in se stessi.

Sono triste di non aver condiviso con te tante cose negli ultimi tempi, ma sappi che i momenti belli me li porto sempre con me.

Un grande abbraccio Ti voglio bene”.

(Giulia Baban)

 

“Un evento sì negativo, ma con un’importanza fondamentale. È stato fonte d’ispirazione per chi lo conosceva e per chi non lo conosceva: a partire dalla sensibilizzazione che molti professori hanno pensato di fare, nei confronti di noi alunni del bassanese, sulla sicurezza stradale. Sono stati un grande supporto emotivo in una situazione in cui sembrava di vedere solo nero, quando invece c’è molto più bianco.

Bianco perché, chi conosce Alen, lo sa meglio di tutti che il suo primo pensiero, oltre al grande amore da dare alla sua famiglia, era il pieno svolgimento dei suoi mille impegni.

Ciò ci ha fatto riflettere in quanto ognuno di noi tende a “procrastinare” i propri doveri, ogni tanto, magari per motivi futili, invece bisogna sempre dare il meglio e fare il meglio di se stessi, perché solo così si arriva al massimo del risultato e, come io in primis so benissimo, ad Alen il “massimo” piaceva tanto.

Per non parlare del fatto che tutto non va affrontato solo guardando gli aspetti negativi che ne prevalgono, ma soprattutto quelli positivi, perché è proprio da quelli che si può iniziare a lavorare per poi produrre qualcosa di buono e forse questo è stato l’insegnamento che Alen mi ha lasciato.

Tutto questo negli anni mi ha aiutata in tutti gli ambiti: dalla scuola all’organizzazione della vita quotidiana e ciò mi sprona a dare sempre il meglio, per questo penso sia fondamentale in quanto mi ha praticamente sempre aiutata a “tirare avanti”. Perciò penso di dovergli molto, oltre ai due panini alla nutella che gli devo dalle medie.

Gli vorrò sempre un gran bene per tutta la compagnia che mi ha fatto in questi anni e anche per essere stato presente quando i rapporti si erano un po’ staccati.

Non finirò mai di portare avanti e di diffondere i suoi pensieri e la sua voglia di vivere così serena”.

 (Fabiola Carlesso)

 

“Può sembrare quasi superficiale e ripetitivo dire che Alen era un ragazzo brillante, pieno di voglia di vivere, il tipo di persona che quando se lo metteva in testa era in grado di fare qualsiasi cosa e qualsiasi cosa facesse, lui eccelleva, ma cosa ci possiamo fare? Era davvero così. Ora, quando penso a lui, penso al suo sorriso, alla sua risata contagiosa, alla sua capacità di sdrammatizzare qualsiasi situazione, anche quella più seria e che richiederebbe maggior compostezza.

Quante volte ho invidiato questa sua capacità, io che per ogni piccola banalità mi agito, mi faccio venire l’ansia e non riesco più a fare nulla.

Quante volte ho invidiato vedere come riusciva a relazionarsi con tutti senza il minimo sforzo e come riusciva a farsi volere bene, grazie alla sua spontaneità.

Era il tipo di persona che chiunque sarebbe stato fortunato ad avere al proprio fianco.

Il problema in questi casi è che ce ne rendiamo conto quando è troppo tardi e allora lì, in quell’istante, vorresti solo avere a disposizione un secondo in più, un secondo in più per sentire ancora la sua risata e per perderti per un istante in uno di quegli abbracci che solo lui sapeva darti.

Ora più che mai però lo sento al mio fianco, un pensiero fisso, un ricordo felice, il ricordo di una persona con cui ho condiviso tanto, in positivo e anche in negativo, perché l’amicizia è fatta così, è fatta di alti e di bassi ed è nei periodi più bui che capisci cosa e quanto ti lega ad una persona ed io ad Alen posso solo dire grazie per tutto quello che mi ha lasciato.

Ciao Alen Ti voglio bene”.

 (Beatrice Geron)

 

“Difficile non emozionarsi quando si pensa ad Alen, tutt’ora mi sento male al solo pensiero, ma poi, appena cado in quella pseudo “depressione”, mi rialzo subito, perché pensando a lui mi vengono in mente solo cose belle ed è così che lo voglio ricordare.

Ricordarlo con quel suo sorriso magnifico che quando ci vedevamo (vedevo più lui che mia sorella) mi faceva passare quella giornata brutta che avevo.

Le sue battute che mi facevano troppo ridere finché gli addominali non mi facevano male, i suoi occhi che con uno sguardo mi facevano capire tutto, senza l’utilizzo di alcuna parola, perché quando succedeva qualcosa di strano, ci giravamo e, solo in quei quattro secondi, avevamo capito tutto.

La tua sapienza e intelligenza mi hanno fatto imparare tante cose, cose che non mi sarei mai messa a cercare; il tuo correggermi grammaticalmente, mi ha fatto crescere, capire e accettare e ora, anch’io correggo gli altri.

Eri sempre solare, con una voglia di fare qualcosa in qualsiasi momento e questo me lo porterò con me perché io, tutto sommato, sono uguale, visto che quelle cose, per la maggior parte, le facevamo assieme.

Come persona sei speciale e lo sarai per sempre perché mi hai lasciato davvero con una sicurezza in più, con un coraggio pazzesco e con una grinta che mi porterà avanti perché, in tutto ciò, tu sei dentro di me e i tuoi sogni ora sono i miei. Non smetterò mai di dirlo e ricordarmelo, ti porterò avanti cosicché possa sempre sentirti vicino a me, ovunque vada, tu ci sarai visto che ora un pezzo del mio cuore è e sarà sempre tuo. Un bacio grande, amico mio. Ti voglio bene.”

(Sofia Faggion)

 

“Un ragazzo fenomenAlen…. Può sembrare una presa in giro e forse lo è… un gioco che gli adolescenti hanno creato per scherzare, un’espressione, usata per ridere, ma che rispecchia la realtà.

Un ragazzo fenomenale, un amico fantastico, il migliore amico che una persona possa desiderare, una persona dai grandi principi, sempre pronta ad aiutare e sostenere le persone con il suo sorriso contagioso. Alen mi ha insegnato molte cose, uscendo insieme, scherzando, aiutandomi con la scuola e anche parlando di argomenti seri; c’è sempre stato nei momenti più belli e più brutti della mia vita e così continuerà a fare.

L’insegnamento più grande che ho potuto apprendere da lui è che non bisogna dare nulla per scontato, le giornate, anche quelle più difficili si devono affrontare con il sorriso e se si trovano ostacoli per la strada… basta prendere una rincorsa e saltarli, uno dopo l’altro, consapevoli che poi tutto sarà migliore se vissuto nel lato positivo”.

 (Chiara Vendramin)

 

“Il tuo carburante erano le sfide, trovavi sfide ovunque: nell’atletica, nella scuola….

Questa tua capacità di trovare stimolante anche la più noiosa delle attività, faceva di te un instancabile guerriero, sempre a terra, ma allo stesso tempo sempre in piedi. Tra le tue qualità sono sempre stato colpito dalla caparbietà, dalla tenacia e dalla perseveranza.

Ti ho sempre visto orgoglioso dei tuoi risultati, finché non ti accorgevi di quella minima cosa che avevi sbagliato e allora sotto con gli allenamenti, perché i risultati suddetti non erano più sufficienti.

Ti ricorderò sempre come un avversario formidabile”.

 (Daniele Costa)

 

“Caro amico mio… premetto di essere veramente confusa in quanto mi risulta davvero difficile trovare un filo logico, un ordine di pensieri per esprimere tutto ciò che ho dentro, tutto ciò che mi passa per la testa.

Questo mese è stato estremamente intenso, impegnativo, difficile, ma paradossalmente sono riuscita a riscoprire alcuni importanti valori come la forza, l’energia positiva che hanno sempre fatto parte della tua persona.

Sono convinta che sei stato tu a lasciarmi tutto questo coraggio, tutta questa voglia di dare comunque il massimo. Sei costantemente nei miei pensieri. Penso a te, a quegli occhioni azzurri, a quel tanto invidiato sorriso, a quei tuoi abbracci.

E così riaffiorano mille ricordi, mille momenti trascorsi insieme a ridere, a prenderci in giro, a divertirci, aiutarci, spronarci e a sostenerci.

Sì, a sostenerci perché tu non molli mai. Mi piace pensarti come un eterno combattente, un instancabile sognatore capace di trovare spiragli di luce anche nel buio. Ed è per questo che mi sento un po’ più sicura, perché so che ci sei, perché so che continuerai imperterrito a darci tutta la tua forza di cui sei capace, a darci sempre un motivo in più per crederci, con tutto il tuo volerci bene.

Ti prometto che proverò ad affrontare la vita un po’ anche a modo tuo.

Ti porterò con me per sempre.

Ti voglio un bene infinito.

Grazie di cuore, tua Emma”.

 (Emma Piotto)