Una storia di amore e di musica

di Laura, la mamy orchestra de “L’Officina Armonica”

 

Se qualcuno mi dicesse: “Che bravi i ragazzi dell’Officina Armonica!!! E la loro Direttrice, veramente unica, ma quanto tempo c’è voluto per preparare un concerto così?”

Risponderei: “Grazie, si è proprio vero,  i miei ragazzi sono proprio bravissimi e Martina è una mammaestra insostituibile! Preparare un concerto così? richiede poco più di 11 anni”.

E, mentre rispondo, gli occhi della mente e del cuore rivivrebbero una storia bellissima che dura da “poco più di 11 anni”.

E’ una storia che parla di vita insieme, dove l’amore per la musica e la voglia, l’esigenza dei ragazzi di

condividerlo sono da sempre il ritmo che scandisce tutti i suoi momenti.

L’Orchestra Officina Armonica è proprio una storia d’amore e come in tutte le storie vere  anche in questa ci sono pagine allegre, altre esaltanti, alcune tristi, qualcuna scoraggiante, ma tutte parlano sempre di armonia e di desiderio di sperimentare e di camminare insieme.

In un momento storico in cui tutto parla al singolare e l’individualismo sembra prendere il sopravvento, decidere di far parte dell’Officina Armonica è sicuramente una scelta impegnativa.

I miei ragazzi però non sono omologati, non sono standardizzati, non si accontentano dell’apparire, eppure sono ragazzi di oggi, che sognano, che vivono intensamente le loro passioni, ognuno di loro vuole essere protagonista, ma non da solo.

Alzarsi presto anche di domenica mattina, suonare e studiare e provare e riprovare la propria partitura è “fare parte”, diventa bello anche se costa qualche sacrificio, si ha voglia di farlo, perchè ognuno di loro sente di essere importante ed imprescindibile nel tutt’uno dell’orchestra.

Ed ecco che diventa protagonista, con tutti i suoi compagni nella certezza che l’armonia che stanno creando è

possibile solo insieme.

E’ stata ed ancora oggi è la musica il “terreno buono” dove la gioia di stare insieme, condividendo la stessa passione, fa crescere la voglia di ascoltarsi e di raccontarsi, suonando all’unisono, rispettandosi e sostenendosi a vicenda, dove le diverse voci dell’Orchestra si chiamano e si rispondono per poi rifondersi insieme fino a far fiorire

momenti intensi, mai uguali e sempre emozionanti.

Dopo un concerto, sento sempre il bisogno di ringraziare gli organizzatori, e non per dovere o per cortesia.

E’ il desiderio di esprimere la mia gratitudine a chi crede nei giovani e nella bellezza di condividere le loro passioni, a chi crede nella musica, a chi crede nelle storie d’amore.

Grazie a tutti coloro che hanno voluto l’Officina Armonica per fare festa al loro Santo Patrono, e si sono adoperati per organizzare in ogni dettaglio il concerto dello scorso 17 gennaio.

Grazie a tutti i Rosatesi che sono intervenuti tanto numerosi ed hanno così calorosamente apprezzato ed applaudito.

Un grazie di cuore al M° Alessandro Antico che ha creduto nei miei ragazzi, ha lavorato con loro, gli ha dedicato tempo ed attenzione con dolcezza e tanto tanto amore.