Voce di uno che grida nel deserto

di Alfio Piotto

 Cari lettori, da molto tempo mancava questa “voce” ed in molti abbiamo sperato che le voci della Comunità potessero essere molte e di più colori. Non potete dunque immaginare quanto sia contento di potervi scrivere da queste pagine che mi fanno respirare aria di libertà risvegliando immagini e suggestioni a me care.

Sono sempre più convinto che anche la comunicazione abbia un ruolo educativo fondamentale, di testimonianza; chi educa sa che ci deve essere precisa coincidenza tra ciò che si comunica, si dice, e ciò che si compie, quindi l’atto di trasmissione è al contempo processo e atto educativo, la comunicazione, oltre che strumento essenziale per l’agire educativo, è essa stessa educazione.

È per questo che Voce Rosatese, può avere un ruolo strategico come cassa di risonanza de “La Sfida Educativa(1), Educare alla vita buona del Vangelo”, lo strumento per far conoscere ed indagare la relazione con se stessi e con gli altri, le motivazioni e gli elementi che spingono le persone ad agire, a compiere atti buoni e quindi atti educativi.

Per divulgare contenuti e processi relazionali, per recepire storie vere, buone azioni di vita realmente vissuta, per raccontare le opere del mondo che pratica il bene e merita di essere rivelato, per conoscere l’interiorità spirituale insita in ogni persona, per diffondere il patrimonio di risorse umane e per promuovere lo sviluppo dei talenti dell’uomo come viatico sicuro verso la felicità, abbiamo bisogno dei mezzi e degli strumenti della comunicazione.

La comunicazione coinvolge molti fattori: persone, emozioni, luoghi, ambienti, situazioni, contenuti, conoscenze, insomma tutto che ciò che è percepibile. “La Voce” come facilitatore che promuove un’atmosfera di verità e di autenticità, di grande stima nell’uomo e nelle sue enormi potenzialità, nelle infinite risorse intellettuali, pratiche e spirituali. Questo periodico deve concorrere a creare un clima di fiducia(2) in ogni singola persona, che deve credere nei suoi talenti e scoprire il suo progetto.
La Voce come orecchio capace di ascolto sensibile e puntuale, unita alla sua capacità di fare spazio per accogliere, per essere in empatia, per riconoscere, e per apprezzare, per avviare il processo di consapevolezza. La Voce come elemento che crea relazione, diario di bordo di una grande nave che ci vede tutti compagni di viaggio in una grande comitiva di persone che in ogni luogo in cui vivono possono esprimere la vita buona che c’è in loro, partecipi tutti in una sorta di cooperazione avventurosa. Un viaggio gomito a gomito con… Dove si mette qualcosa in comune per crescere assieme. Un viaggio che ha come luogo di partenza l’evento, come itinerario la nostra, la mia storia e come punto di arrivo l’altro, Altro anche con l’A maiuscola(3). Bentornata tra noi Voce rosatese.

 

(1)   COMITATO PER IL PROGETTO CULTURALE DELLA CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA, La sfida Educativa, Bari, LaTerza 122010.   
(2)   Malcolm S. KNOWLES, Edmond F. HOLTON III, Richard A. SWANSON, Quando l’adulto impara. Andragogia e sviluppo della persona, Milano, Franco Angeli, 92008, p.95. 
(3)   Cfr. Michel DE CERTEAU, Mai senza l’altro. Viaggio nella differenza, Milano, Qiqajon, 1993.