Il progetto Missionario del 2016  

di Annasandra Amabilia     Il progetto missionario di quest’anno, scelto dal Consiglio Pastorale nel mese di novembre del 2015, è stato quello di aiutare fratel Roberto Bordignon che chiedeva collaborazione per l’acquisto di un’auto nuova per la missione marianista di Latacunga in Ecuador, dove lui si trova da quasi 35 anni. Già nell’anno 2013, quando era venuto a Rosà per un breve periodo di riposo, aveva detto che il mezzo di trasporto della sua missione richiedeva una manutenzione continua e non era più da usare per lunghi tragitti. E così, quando è tornato alla fine di Agosto fratel Roberto ha trovato Rosà pronta ad accoglierlo con il gruzzoletto frutto delle raccolte quaresimale dell’ A.C.R. (la consegna dell’ ulivo e dei salvadanai), delle iniziative dei Gruppi Missionari di Rosà e Cusinati (le vendite presso il tempio e nei sagrati delle due chiese – pranzo Missionario) e di qualche altra offerta. La somma consegnata ammonta a complessivi euro 16.000. Circa la metà di quanto costa la Toyota! Fratel Roberto ha ringraziato sentitamente tutti i parrocchiano domenica 18 settembre durante la Messa delle ore nove e ha assicurato il suo ricordo nella preghiera. Per la galleria fotografica clicca...
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Gianclaudio Bizzotto, Cavaliere della Stella d’Italia

di Chiara Farronato e Brigida Larocca     Cavaliere della Stella d’Italia: è questo il titolo conferito a Gianclaudio Bizzotto, rosatese di nascita, dal Presidente della Repubblica su proposta del Ministero degli Esteri. Questa onorificenza è un riconoscimento a favore di tutti coloro che hanno acquisito particolari meriti nella promozione dei rapporti di amicizia e collaborazione tra l’Italia e gli altri paesi che si traducono in varie attività tra cui la realizzazione di progetti di coordinamento, di aiuto, di assistenza, di istruzione in paesi dove la povertà e il bisogno sono molto diffusi. Il conferimento è avvenuto a Lusaka, in Zambia, il 15 aprile 2016 da parte dell’ambasciatore italiano Filippo Scammacca, con parole di ammirazione e gratitudine: “Gianclaudio rappresenta un importante pilastro nelle relazioni fra Italia e Zambia, che è il contributo della società civile italiana in supporto alle popolazioni dello Zambia nella loro quotidiana lotta per migliorare le loro condizioni di vita, per poter avere migliori opportunità e per uno sviluppo sostenibile nei campi dell’educazione di base e professionale, salute, nutrizione, agricoltura, preservazione dell’ambiente e altro ancora. In questa prospettiva desidero rendere omaggio a Gianclaudio come persona. La sua vita è stata in buona parte dedicata a servire la causa dei più poveri, non solo in posizioni di comando, ma anche con impegno diretto nel campo.” (discorso completo nel sito web di Voce Rosatese). Gianclaudio Bizzotto e la moglie Sabrina vivono con la loro famiglia in Zambia dal 2002 ed operano all’interno dell’organizzazione non governativa CeLIM, dopo avere prestato la loro opera di volontariato missionario presso un orfanotrofio in Bolivia (vedi  relativo articolo su Voce Rosatese 1996) e in un ospedale rurale in Guinea Bissau. La mission del CeLIM (Centro Laici Italiani per le Missioni) è quella di trasformare in modo permanente una comunità, trasferendo competenze professionali ed economiche nel corso di un intervento di durata finita. In tre parole, IMPACT TO CHANGE (per ulteriori informazioni www.celim.it). E proprio per il raggiungimento di questo obiettivo Gianclaudio svolge un importante ruolo quotidiano: “per poter concretamente incidere sulle reali necessita’ della popolazione”, afferma Gianclaudio, “e’ necessario confrontarsi apertamente con partners e beneficiari in modo che assieme si possa arrivare a proposte di sviluppo credibili e sostenibili; è necessario viaggiare molto per controllare direttamente le attività implementate; essere in grado di far fronte ad ogni tipo di problematica come quelle legate ai cambiamenti climatici ed energie rinnovabili, ma anche sul come migliorare la situazione nelle carceri,...
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La gioia del SI per sempre

di Marina Bizzotto       Maggio 2016, festa di Pentecoste. Consacrazione definitiva di Valentina Guidolin.   Quali erano i tuoi sogni di adolescente? Sono Valentina Guidolin (in paese Caboa), nata 34 anni fa e vissuta fino al 2005 a Rosà, in zona Borgo Tocchi, infermiera di professione ora missionaria della Comunità missionaria di Villaregia. Da adolescente avevo tante cose per la testa, dal farmi una famiglia all’andare a vivere in montagna: una vita semplice, in mezzo alla natura, volevo fare un lavoro a contatto con la gente e amavo organizzare delle feste. Una caratteristica che mi marcava era che cercavo di costruire rapporti con ogni uomo che incrociavo: dalla compagna di classe fans di Marilyn Manson, alle ragazze degli Istituti Pii, dai giovani che incontravo nel pub dove lavoravo il sabato sera, ai giovani del coro…   Quando e come Dio ti ha chiamata alla vita consacrata? Si dice che la chiamata di Dio non si sente ma si riconosce, perchè la voce è presente da sempre nel cuore, ma solo nel tempo si discerne. Forse infatti era nascosta nel mio desiderio di donarmi concretamente costruendo una famiglia, come nel mio impegno con i ragazzi dell’acr e nella gioia di partecipare al coro, nel desiderio di relazioni oneste e gratuite. Penso che il momento in cui ho aperto gli occhi è stato in occasione di un viaggio di volontariato che ho fatto in Perù, dopo la mia laurea. L’esperienza  del bisogno della gente incontrata di amore gratuito e di uno sguardo di speranza mi aveva interrogato. La possibilità di vivere una fraternità universale mi ha entusiasmato e mi ha messo alla ricerca della sorgente, per imparare ad amare davvero. Ho riconosciuto la mia vocazione quando ho capito che l’amore con la a maiuscola viene da Dio, che ne è la fonte e il modello: la consacrazione è infatti una vita vissuta a servizio dei fratelli, con un dito che indica il cielo.   Hai lasciato tutto per Dio. Obbedienza, povertà e castità, una scelta folle nella mentalità odierna… Cosa hai provato nell’abbraccio commovente con i tuoi genitori, in quel momento di addio prima della consacrazione? Com’è  la gioia che viene da Dio? Nella domanda c’è già la risposta: ho lasciato per Dio, non per gusto della povertà, non perchè amo la solitudine ma per Dio. La vita consacrata dice che “Dio basta”, Dio è l’essenziale e per questa perla...
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