Gruppo Missionario. Unità Pastorale Rosà – Cusinati

di Gian Paolo Baggio e Claudio Pegoraro

Anche quest’anno i gruppi missionari dell’unità pastorale Rosà-Cusinati hanno deciso di collaborare assieme per un unico progetto. Come nel 2016 con la loro opera di sensibilizzazione e di solidarietà hanno contribuito all’acquisto di un’auto nuova per fratel Roberto Bordignon, così nel 2017 vogliono aiutare due suore di Cusinati che si trovano in prima linea per portare la loro testimonianza evangelica in due paesi poverissimi uno dell’America Centrale e l’altro dell’Africa.

Il progetto si chiama “RAGGIO DI SOLE”, perché tutto ciò che sarà raccolto servirà a dare una speranza, ad alleviare qualche sofferenza, a spargere un po’ di luce, un raggio di sole appunto, a persone estremamente indigenti e bisognose e precisamente:

  • pagare medicinali e cure ad ammalati esclusi dal servizio sanitario
  • salvare bambini denutriti, o affetti da gravi malnutrizioni e patologie
  • acquistare sacche di sangue e plasma per trasfusioni
  • acquistare alimenti per famiglie povere
  • aiutare mamme tolte dalla strada con figli.

 

Una delle suore interessate a questo progetto si chiama SUOR MARIA ADDOLORATA MARCHETTI, nata a Cusinati il 13 dicembre 1937 da famiglia contadina e molto religiosa.

Nel 1958 entra in noviziato a Roma nella congregazione delle “FIGLIE DI NOSTRA SIGNORA AL MONTE CALVARIO”, terminato il quale viene inviata in varie scuole materne del bellunese. Viene richiamata a Roma, dove frequenta la scuola infermieristica, divenendo in seguito caposala nella clinica “Cristo Re” di Roma.

Il suo sogno però rimane la missione e dopo varie insistenze viene accontentata ed inviata in America Latina: dapprima in Argentina, poi in Brasile e di seguito in El Salvador ed infine in Nicaragua nella città di Granada, dove opera tuttora. Anche se ormai prossima agli ottanta, la sua giornata non ha momenti di pausa e tanto meno di noia: al mattino lavora presso l’ospedale cittadino e nel pomeriggio segue famiglie e donne sole, che necessitano delle cose essenziali, cui sono negate anche le esigenze fisiologiche naturali e primarie, convinta che se miglioriamo un po’ lo stato del nostro prossimo, non facciamo altro che ristabilire un diritto ed un equilibrio interrotto. Dovrebbe rientrare in Italia nel 2018 e saremo lieti di presentarla alle nostre comunità.

L’altra destinataria del nostro progetto è SUOR FLAVIA STRAGLIOTTO, nata a Cusinati il 28 dicembre 1949. Completata la scuola magistrale, nel 1966 entra, ancora giovanissima, in convento a Belvedere di Tezze sul Brenta nella congregazione delle “SUORE DELLA PROVVIDENZA”, dove frequenta il noviziato, che si era trasferito da Gorizia, a causa della guerra che tormentava particolarmente le terre di confine. Terminato il noviziato, viene inviata a lavorare in varie scuole materne del Trentino e del Vicentino.

Anche per lei il richiamo della missione è forte ed il “mal d’Africa” le brucia dentro. Nel dicembre del 1983 viene accontentata ed inviata in Costa d’Avorio nel villaggio di Kossou, dove segue l’educazione e la promozione delle ragazze e giovani donne e mamme. Nel settembre del 2011 si trasferisce in Togo a Kouvé, dove presta il suo servizio presso la farmacia del centro medico. Questo centro è gestito dalla Congregazione delle Suore della Provvidenza per curare le varie malattie che opprimono le popolazioni locali e per far fronte anche al nuovo e dilagante problema dell’AIDS. Le Suore della Provvidenza, con le varie iniziative avviate in Togo, rappresentano un’importante risorsa impegnata ad assicurare questi diritti fondamentali alla popolazione più povera, ma per agire devono necessariamente contare sul “cuore” di coloro che, anche in nome del proprio essere cristiani, decidono di farsi Provvidenza. Suor Flavia rientrerà in Italia a maggio e per l’occasione è programmata “la giornata della solidarietà” con la sua gradita presenza. A sostegno di queste suore missionarie sono in programma varie iniziative quali:

– il “pranzo missionario” aperto a tutta la comunità,

– “mercatino missionario” con il contributo di tanti volontari e volonterosi,

– raccolta dei salvadanai dei ragazzi con i loro risparmi quaresimali,

– partecipazione al progetto “we love people” promosso da “alisupermecati”,

– iniziativa quaresimale “un pane per amor di Dio”,

– ed altre iniziative di carattere personale, o promosse dai gruppi parrocchiali.

Naturalmente il ricavato sarà devoluto direttamente e per intero alle nostre due protagoniste.

Oltre a tutto questo, dovrebbe esserci l’impegno di far emergere il respiro universale, la dimensione missionaria del vangelo, non ridurre l’orizzonte della carità ai vicini, ma allargarlo ai lontani, agli emarginati, ai diversi, per esorcizzare la diffidenza e la paura che c’è nei loro confronti.

La domanda più insistente ed urgente della vita è: “Cosa stai facendo per gli altri?                                 (M. L. K.)

A fine novembre 2017, a coronamento e conclusione di questo nobile progetto, i gruppi missionari e  l’intera comunità dell’unità pastorale, dedicheranno una serata in memoria del martire Padre Giovanni Didone’,

nato a Cusinati il 18 marzo 1930 ed ucciso a Fizi nel Congo il 28 novembre 1964 da un fantomatico rivoluzionario appena fuori dalla missione, in coincidenza con l’anniversario della sua morte e del quale nel 2016 è iniziato il processo di beatificazione.

Non accade così spesso che una comunità dia i natali a persone che danno, o hanno dato la propria esistenza a Cristo ed ai fratelli,

soprattutto i più emarginati e dimenticati, coloro che abitano le “periferie esistenziali”, dove manca la percezione della bellezza dell’amore, dove abitano nascosti ed anonimi cercatori di Dio, come spesso ci ricorda Papa Francesco.

Le comunità di Rosà e Cusinati hanno di che esserne orgogliose, perché queste persone sono un’estensione di noi stessi e ci danno l’opportunità di una naturale partecipazione.