Con i ricordi risvegliamo…

…la speranza lungo il periodo di vita che si snoda dall’anno 1966 all’anno 1996.

di Angelo Zen

 La pila di fogli che raccoglie gli appunti e le note dei vecchi “numeri” di “Voce Rosatese” è un compendio tangibile di storia nostrana. Invitato a riprendere in mano quanto è stato pubblicato nel tempo, sono tornati attuali i fascicoli che hanno accompagnato le varie pubblicazioni, le foto ed un consistente numero di appunti. Con essi una infinità di ricordi che hanno contrassegnato la parabola dell’esistenza. È stato un tuffo inaspettato nel passato. Improvviso e quasi dolce.

I ricordi si sono sommati ai ricordi. Si sono accalcate immagini di tante persone che dal lontano 1966 hanno lastricato il lungo percorso della storia di Rosà.

Sei voluminose raccolte tengono insieme le pubblicazioni avvenute nel tempo. Esse rappresentano e testimoniano con efficacia voci diverse di storia rosatese, minuta, talora anche insignificante, ma cariche di pulsioni vive per chi ha attraversato quel tempo con latenti e fiduciose attese e con tanto entusiasmo.

La modesta pretesa di mettere in contatto, attraverso un minuto giornalino, gli amici obbligati al servizio militare di leva con quelli rimasti in paese è stata la scintilla che ha mosso l’iniziativa. Si componeva di alcuni fogli, prodotti con un arcaico ciclostile ad alcool. Si presentava come il risultato di tanta manualità in sintonia con i mezzi allora a disposizione.

Le modalità di stampa e la varietà dell’utenza si sono modificate nel tempo. Così la pubblicazione è divenuta specchio di vita comunitaria, con al centro la parrocchia, per raccontare quello che altri non raccontavano o non interessava raccontare.

Col passare del tempo il recapito capillare arrivava in tutte le famiglie. Era diventato normale il contemporaneo invio a tutti i Rosatesi trapiantati fuori paese con particolare attenzione a quelli che vivevano all’estero.

L'ultimo numero di "Voce Rosatese" prima del presente

L'ultimo numero di "Voce Rosatese" prima del presente

L’ultimo numero pubblicato reca la data del dicembre 1996. L’ultima copertina ritrae un grappolo di giovani che solleva l’immagine di una ragazza sparita in terra lontana. Rappresenta l’affido di un messaggio perché essa abbia a tornare ai suoi cari. Ben sappiamo che ciò non avvenne.

Ripartiamo da quell’ultima copertina. La vorrei proporre come un invito che auspica la venuta di un mondo nuovo, fatto di meno ipocrisia, di sana bontà, di meno egoismo, di serena convivenza, di civiltà autentica nei rapporti fra le nuove generazioni.

È una novità importante che mi augurerei facesse da ponte tra il momento in cui ha interrotto la sua pubblicazione e quello in cui ricomincia sommessamente a camminare con il cuore trepido di speranza. Questo sforzo si propone, con la mediazione di tante persone che si fidano di valori condivisi, di riaccendere una modesta luce e lo scopo di raccontare ciò che è ignorato, nella maggior parte dei casi. E proprio in questi obiettivi qualcuno ha trovato la spinta per aderire e misurarsi nella nuova sfida.

A distanza di tempo sembra rinascere il desiderio di uno scambio di messaggi con la voglia di disinquinare un’aria che in talune circostanze è divenuta irrespirabile.

È l’auspicio di quanti con giovanile passione hanno fotografato una limitata ma importante pagina di vita del nostro paese.

“Voce Rosatese” riprende. Mi auguro che questa nuova avventura sia accompagnata dalla stessa passione che ha contraddistinto lo sforzo profuso fin dal suo primo apparire.

“È aria di casa vostra, respiratela”, accompagnava il logo di allora. Lo riproponiamo con forza perché con i ricordi abbia a tornare viva la speranza, in un cielo terso di primavera.